[Mister Totalitarismo] Cinema Epstein: Society di Brian Yuzna (1989). L’alta società tra orge e cannibalismo

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[Mister Totalitarismo] Cinema Epstein: Society di Brian Yuzna (1989). L’alta società tra orge e cannibalismo

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Tanti, troppi, lettori, mi stanno consigliando di vedere Society (1989) di Brian Yuzna per “capire meglio” il caso Epstein. Si tratta di uno dei primi esempi nel cinema americano di body (o biological) horror, un genere che gioca molto con la “manipolazione” dei corpi e che si consoliderà nel momento in cui gli effetti speciali potranno garantire una resa più realistica (mentre in questo caso assistiamo a squartamenti molto “artigianali”, come del resto obbligavano gli standard dell’epoca, tra schiuma di lattice, protesi, lubrificanti e un sofisticato sistema di specchi e leve). Ricordo benissimo di aver visto la prima e unica volta il film ai tempi del liceo, dunque ormai diversi lustri addietro, e di averlo addirittura inserito nella mia tesina di maturità (poi dicono perché i millennial sono una generazione di falliti), perché a mio parere era paradossalmente uno delle poche pellicole d’oltreoceano a proporre una qualche forma di critica del parassitismo delle classi dominanti, rendendola con la fantasmagorica metafora di una classe di ottimati che letteralmente “ingloba”, divorandole e straziandole, le vittime plebee. Immagine Il problema è che, allo stato attuale, penso che nessuno in Italia o nel mondo possieda ancora un lettore dvd (nemmeno in Africa, dove prima della rivoluzione digitale erano comunque rimasti alle vhs), dunque non ho potuto rivedere il film col doppiaggio in italiano né leggere alcune note presenti in esso, nelle quali mi pare fosse attestato che il regista affermasse precisamente che la sua opera fu un fiasco in patria ma ebbe un grande riscontro di pubblico in Europa perché gli americani, essendo classisti fino al midollo, non potevano capire l’ispirazione politica celata dietro la maschera del grottesco. In ogni caso, sono riuscito a recuperarlo su YouTube in lingua originale, nonostante, come ho detto, mi sarebbe piaciuto concedergli una seconda visione nell’idioma gentile perché ancora negli anni ‘80 i doppiaggi nostrani erano di livello decente. Penso che quasi tutti i miei lettori conoscano l’opera di cui mi accingo a discutere, dunque non ho intenzione di soffermarmi troppo sulla trama, che per sintetizzare in due parole racconta le vicissitudini di un rampollo dell’alta borghesia di Beverly Hills, Bill Whitney (interpretato dall’attore Billy Warlock), il quale scopre di non essere realmente figlio della sua famiglia, ma di esser stato adottato da un gruppo di creature che si fondono fisicamente...

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