CMC - La SpA di facciata per Mossad e CIA in Italia

Posted on May 18, 2026

Riporto per iscritto qualche appunto che ho tratto durante l’interessante intervento di Michele Metta, che non conoscevo ancora, ospite del sempre apprezzatissimo Giacomo Gabellini e avente tema la controversa quanto complessa argomentazione del CMC - vale a dire il fantomatico Centro Mondiale Commerciale - Società per Azioni fittizia a copertura della collusione tra CIA e Mossad in Italia, proprio durante gli anni di piombo - oltre alle inquietanti implicazioni di questa rete nei confronti dell’assassinio JFK.

Il libro di Metta, già nel mio carrello, si chiama “CMC - La Centrale Occulta di CIA e Mossad in Italia e l’Assassinio di John Kennedy” - ha il coraggioso merito di mettere sul tavolo la scomodissima quanto non così celata carta (e in questo mi ricorda il magnifico e non-così-stranamente poco conosciuto lavoro di Gatti con il suo “Il Quinto Scenario”, a proposito di Ustica, che ho avuto la fortuna di leggere nella versione aggiornata un paio di anni fa) dello zampone del Mossad e dei suoi interessi aderenti a quelli della CIA, negli eventi di Dallas del 22 Novembre del ‘63 - oltretutto, mostra quanto nell’Italia di quegli anni di tensione questi poteri sotterranei lavorassero in cooperazione al fine di “vigilare” su di un certo andamento politico del nostro Paese, nel mantenimento quindi di uno schema dalla quale non permetterci di “deviare”…

CIA e Mossad decisero di fondare, a copertura delle loro operazioni sul nostro suolo (decisamente poco sovrano), questa Società per Azioni paravento, come abbiamo detto: la CMC. Si trattava di una struttura occulta, che sanciva la collaborazione, la suddivisione dei compiti, in comune accordo e direzione. Interessante notare quanto Metta rilevi a tal proposito, cioè che questa parte della storiografia più in ombra non solo è documentata, ma sono vari storici israeliani quelli che più l’hanno studiata e fatta conoscere.

Legati al marchio CMC troviamo da subito nomi importanti del panorama sionista, nonché dell’intelligence statunitense, come James Jesus Angleton - a capo di quella che sarebbe diventata in seguito la CIA per quanto riguarda il controspionaggio, inizialmente OSS - Office of Strategic Services - e Louis Bloomfield, esponente molto importante della corrente sionista, nonchè finanziatore dello stabilimento nucleare di Dimona, dove - come ho già scritto qui - Israele ha portato clandestinamente alla luce il proprio programma nucleare, mascherandolo per civile - tra l’altro, e già qui dovrebbero salire alla mente molti spunti di riflessione, nel totale disaccordo di John Kennedy. Louis Bloomfield sarà l’azionista di maggioranza di CMC. Angleton diverrà importante “anello di collegamento” tra interessi sionisti e OSS/CIA - Angleton stesso era dell’opinione che il non appoggiare questi interessi avrebbe allontanato dalla sfera occidentale il mondo ebraico, portandolo “pericolosamente” a poter scegliere di abbracciare la causa socialista/comunista, entrando così nella sfera di influenza sovietica. Questo oscuro attore decisamente appoggiava la strategia della tensione in atto nel nostro Paese, e si pongono inquietanti quanto legittimi interrogativi sulla reale natura delle note Brigate Rosse, se realmente sono state “creature” di matrice rossa o tutt’altro - su questo argomento è degna di nota la testimonianza di Galloni, amico di Aldo Moro ed esponente di spicco del CSM, che in un’intervista dichiarò che lo stesso Moro, poco prima di essere rapito, si diceva sicuro che le “Brigate Rosse con il comunismo non hanno niente a che fare, sono la facciata di -altro-”. Moro, con il suo Lodo - l’accordo sotterraneo con il mondo arabo che proteggeva l’Italia da attacchi e attentati di matrice islamica, in cambio del permettere particolari “transiti” sul nostro territorio - è certamente stato più di una spina nel fianco per l’agenda sionista, che vedeva a questo accordo con il nemico letteralmente come fumo negli occhi.

Nel complotto dell’uccisione di Kennedy avrebbe avuto ruolo anche l’Italia, con attori come Roberto Ascarelli - appartenente forse alla stessa famiglia borghese romana di origine ebraica di Ada Sereni, nata proprio Ascarelli e uno dei primissimi vertici del Mossad in Italia, che ebbe il compito di favorire l’immigrazione clandestina prima, per poi indurre le autorità italiane dell’epoca a chiudere un occhio sugli attentati ai danni di mercantili e fabbriche nazionali in affari con il mondo arabo (su questo ho avuto modo di leggere l’interessante libro “Mossad Base Italia” di Eric Salerno, del 2010). Ascarelli, visceralmente sionista e grande amico di Gelli, era anche lui esponente del CMC - come anche Spadafora, che compare nelle carte della magistratura italiana a proposito dell’omicidio Mattei e dei fatti di Portella della Ginestra - dove avrebbe richiesto “un bagno di sangue per “punire” il “pericoloso” successo politico in Sicilia dei settori socialisti-comunisti uniti - vero e proprio atto fondante della strategia della tensione.

Da questo quadro emerge quanto sotto-organi come Aginter Press, ad esempio, ma anche certamente la Loggia P2 e il CMC agissero nell’interesse di un unico corpo, con il fine del mantenimento di uno specifico assetto politico anti-comunista in Italia, che non sarebbe stato certamente auspicato da quei poteri oltremare vincitori della II Guerra Mondiale.

Concludo riportando l’attenta riflessione sulla pellicola JFK del 1991, di Oliver Stone: nella pellicola, conosciutissima e apprezzatissima, si fa un sapiente uso del puntare il dito verso CIA e apparati militari in modo volutamente palese, senza però minimamente neanche sfiorare ruolo del Mossad e del mondo sionista, nonché tutto il contesto palestinese, di vastissima rilevanza ovviamente nell’amministrazione Kennedy. Se si conduce una piccola ricerca, scopriamo allora che il produttore esecutivo del celebre film è tale Arnon Milchan, israeliano e fondatore della casa di produzione Regency Enterprises, che ha co-prodotto la pellicola - ex-agente del Mossad in incognito sin dai tempi dell’amministrazione Kennedy, che aveva il compito specifico (udite udite) di far prosperare il programma nucleare Israeliano. Legittimo pensare che siano stati imposti specifici paletti e pressioni allo stesso Stone (il cui padre era anch’esso ebreo, agente di cambio), perché si spostasse l’attenzione su determinati aspetti celandone altri, relativamente alla torbida storia.

Verissimo, quello che si dice, alla fine:

“L’anello mancante è quello più grosso della catena.”