[Mister Totalitarismo] Teheran è ‘na città ‘e misteri: non ci su delinquenti e quattru liri

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[Mister Totalitarismo] Teheran è ‘na città ‘e misteri: non ci su delinquenti e quattru liri

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È difficile proporre un’analisi in qualche modo sensata di quanto sta accadendo in Medio Oriente in questi giorni: la proverbiale Nottola di Minerva è diventata una creatura mannara che cannibalizza qualsiasi evento e a prevalere su qualsiasi elucubrazione umana resta solo un caos immediato e immediabile (sic). Anche per questo, si scade ogni tanto in interpretazioni che vanno oltre qualsiasi livello di progettualità, anche “ludica” (per fortuna nessuno parla più di “teorie” e “giochi”) per sfociare direttamente nell’esoterismo e nell’aruspicina. Tuttavia, ci sono un paio di punti sui quali mi sento di poter affermare qualcosa di minimamente condivisibile: il primo è che, a mio parere, una guerra contro Teheran non era in programma. Certo, è risibile pensare che dopo decenni di propaganda contro i feroci ayatollah non sarebbe accaduto nulla, ma questo in fondo era il “sistema perfetto” su cui campavano entrambe le nazioni: una diplomazia fatta di spauracchi. È essenziale infatti ricordare che lo stesso impero di Jeffrey Epstein sembra sia nato proprio in quella zona grigia, o addirittura buco nero, delle relazioni internazionali che è passato alla storia come Irangate o scandalo Iran-Contra, dove il “Grande Satana” tuonava contro la “satrapia fondamentalista” ma poi a conti fatti ci faceva qualsiasi tipo di affare. Tale schema è andato avanti sia con la fine dell’URSS che con la guerra in Iraq, che per Teheran ha rappresentato un’occasione unica per imporre un dominio inedito sull’antico nemico. Forse nemmeno ad Epstein sarebbe piaciuta questa guerra: l’impero opaco del “facilitatore” dall’Iran-Contra ai bombardamenti su Teheran
https://www.totalitarismo.blog/forse-ne ... 1wWxcdlE0a
Non era affatto “destino”, dunque, che Washington si mettesse in testa di morire per Tel Aviv: non a caso l’accusa manifesta di ingerenza israeliana nella politica interna statunitense è arrivata, oltre che da tutto l’arco mediatico-istituzionale, dallo stesso Marco Rubio,...

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