Solitamente al mio genetliaco cerco di scrivere qualcosa di originale, ma poi finisce sempre in piagnistei e scleri. L’unica cosa di particolare di questa giornata del 2026 è che mi sono svegliato con in testa Figlia della Luna di Massimo Morsello, una canzone piuttosto originale nel testo ma di certo non nell’arrangiamento (pur essendo estremamente orecchiabile). Le strofe, probabilmente dedicate a una figlia appena nata (se non ricordo male, Massimino ne aveva almeno tre), sono espressione di quella Romantik tipica della destra della “diaspora”, dal punto di vista esistenziale ma in questo caso finanche fisico-geografico, considerando la cattività londinese di questo pool neofascista (che nella Perfida Albione trovò agganci non troppo salutari dal punto di vista politico, “Tra le notti dell’Inghilterra che di notti non ne ha nessuna”, appunto – ma è un altro discorso). La canzone, come dicevo, alterna immagini dalla forte carica simbolica con le banalità del grigiore quotidiano (l’ombrellone, la palestra), ma il mythos, il tonico potente (e letale) predomina sul tutto. Questo è un pericolo, nel momento in cui, da destrorsi fantasiosi, si ha a che fare con donne, siano esse “figlie” o “sorelle” o “spose” della Luna. Sono sinceramente stanco delle divinità femminili che aleggiano sulla mia misera esistenza: in questi anni me ne sono capitate di ogni. Ho visto la psiche “politeistica” delle donne all’opera, uno spettacolo grottesco che probabilmente avvrebbe portato anche il “buon” (si fa per dire) Hillman a farsi monaco. Forse il vero miracolo sarebbe sbarazzarsi di queste Erinni ferocissime, ma oltre a un percorso individuale (eremitismo, islam, monachesimo, volceldom, statusmaxxing epsteniano) servirebbe una liberazione collettiva. Questo sarebbe un bel regalo.
https://www.youtube.com/embed/wUGhnqShT ... blejsapi=1
Vieni, vieni su questa terra,
vieni, figlia della Luna,
tra le notti dell’Inghilterra
che di notti non ne ha nessuna. E nasci in un minuto solo
perché un minuto è come un sorriso
anche se il mondo sarà solo gelo,
anche se il gelo lo ha già diviso. Nel mondo c’è tanta gente ed ognuno ha un segreto,
qualcuno è intelligente, qualcuno è fortunato. Vieni, vieni su questa terra
e vieni nuda e vieni sola,
con tanta gente che parte in guerra,
con tanta gente che fa tardi a scuola. Portati tanti sogni
perché dei sogni non puoi farne a meno,
saranno sempre i tuoi sostegni,
ti lasceranno sempre con qualcuno. E nel mondo c’è tanto mare
ed ognuno ha un ombrellone,
qualcuno il vento lo fa volare
come un aquilone. E vieni, vieni su questa nave
e vieni, figlia del deserto,
in questo mondo in cui sempre piove,
a questo anno sempre più corto. E portati tanta forza
perché è la forza che ti chiederanno
a questa vita che va di corsa
come la notte di un Capodanno. E nel mondo c’è tanto amore
ed ognuno ferisce
e qualcuno va dritto...
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[Mister Totalitarismo] A questa vita che va di corsa come la notte di un Capodanno
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