Il passaggio di testimone rientra nel vasto programma di modernizzazione “Zrínyi” (un piano strategico decennale per la transizione tecnologica della difesa ungherese agli standard NATO), che vede Budapest investire massicciamente in tecnologie occidentali. Al posto dei vecchi elicotteri sovietici, l’Ungheria ha già schierato i più agili e digitalizzati Airbus H145M e H225M. Sebbene i nuovi arrivati offrano una precisione chirurgica, i veterani della base di Szolnok ammettono con nostalgia che nulla potrà replicare il timore reverenziale e il ruggito sommesso (o secondo altri un battito ritmico molto pesante) prodotto dalle turbine Klimov del vecchio “Coccodrillo”. L’ultimo volo operativo era avvenuto alla fine di ottobre 2025 dal Mi-24P/V con matricola 334 protagonista dell’ultima esercitazione a fuoco vivo presso il poligono di Hajmáskér, in un clima carico di commozione tra tecnici e piloti consapevoli della radiazione imminente del velivolo. Con il ritiro ufficiale si conclude quello che molti hanno definito come “48 anni di rotor wash”. Gli elicotteri, avendo superato ogni possibile estensione della vita tecnica (l’ultima probabilmente risalente al 2018) non riceveranno ulteriori aggiornamenti e verranno destinati alla conservazione storica. Alcuni esemplari seguiranno il destino del celebre “Csörike II”, uno degli special color del Mi-24 tra i più spettacolari al mondo e già esposto al museo RepTár di Szolnok, per mantenere viva la memoria di quella che è stata la macchina da guerra più iconica del XX secolo. L’Ungheria volta certamente pagina verso il futuro, ma il rombo del Mi-24 resterà impresso indelebilmente e inevitabilmente nella storia aeronautica del Paese. Ma nonostante tale addio, a quasi 60 anni di distanza dal primo volo il Mi-24 continua tuttavia a operare in tantissimi paesi nel mondo e in molti conflitti (non ultimo quello tra Russia e Ucraina):...Read more
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