[Giacomo Gabellini] Navalny, le rane e il senso del ridicolo

Flusso automatizzato di articoli e notizie a tema geopolitico in generale e sull'industria della Difesa
Rispondi
Avatar utente
RSS Feed Bot
"Il mantra della Loggia"
"Il mantra della Loggia"
Messaggi: 716
Iscritto il: 16 gen 2026, 17:52
Località: Cyberspazio

[Giacomo Gabellini] Navalny, le rane e il senso del ridicolo

Messaggio da RSS Feed Bot »

Yulija Navalnya, ha sempre sostenuto che suo marito, il politico e attivista russo Alekseij Navalny morto in carcere nel febbraio 2024, non fosse deceduto per cause naturali come sostenuto dagli inquirenti russi. A suo avviso, Navalny sarebbe caduto vittima di un assassinio politico ordito dal Cremlino, tramite avvelenamento perpetrato tramite inoculazione di una “rara tossina”. L’ipotesi avanzata per anni dalla Navalnya ha trovato conferma nelle ricostruzioni formulate dai governi di Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Paesi Bassi. Il testo completo del comunicato congiunto sulla morte di Navalny In un comunicato congiunto diramato il 14 febbraio, a margine della Conferenza per la Sicurezza di Monaco, i rappresentanti di questi cinque Paesi si sono dichiarati «certi che Alekseij Navalny sia stato avvelenato con una tossina letale». ImmagineNavalny, le rane e il senso del ridicolo 21 La conclusione si basa «sulle analisi dei campioni prelevati da Alekseij Navalny da parte di laboratori nazionali. Queste analisi hanno confermato in modo definitivo la presenza di epibatidina». Si tratta di «una tossina presente nelle rane del Sud America. Non si trova naturalmente in Russia». La Russia «ha affermato che Navalny è morto per cause naturali. Tuttavia, data la tossicità dell’epibatidina e i sintomi riportati, l’avvelenamento è stato molto probabilmente la causa del decesso. Navalny è morto mentre era in prigione, il che significa che la Russia aveva i mezzi, il movente e l’opportunità di somministrargli questo veleno». «Il ripetuto disprezzo della Russia per il diritto internazionale e la Convenzione sulle armi chimiche è evidente». Nell’agosto 2020, «Regno Unito, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi e i loro partner hanno condannato l’uso del Novichok da parte della Russia per avvelenare Alekseij Navalny». «Ciò ha fatto seguito all’uso del Novichok da parte della Russia a Salisbury nel 2018, che ha portato alla tragica morte di una donna britannica, Dawn Sturgess». «In entrambi i casi, solo lo Stato russo aveva i mezzi, il movente e il disprezzo del diritto internazionale per compiere gli attacchi». «Queste ultime scoperte sottolineano ancora una volta la necessità di ritenere la Russia responsabile delle sue ripetute violazioni della Convenzione sulle armi chimiche e, in questo caso, della Convenzione sulle armi biologiche e tossiniche». «I nostri Rappresentanti Permanenti presso l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche hanno scritto oggi al Direttore Generale per informarlo di questa violazione russa della Convenzione sulle armi chimiche». «Siamo inoltre preoccupati per il fatto che la Russia non abbia distrutto tutte le sue armi chimiche». «Noi e i nostri partner faremo ricorso a tutte le leve politiche a nostra disposizione per chiamare la Russia a rispondere delle sue azioni». «La morte di Alekseij Navalny è una tragedia per la sua famiglia e per la Russia. Continueremo a chiedere un’azione urgente per impedire alla Russia di usare la scienza per mettere tutti noi in pericolo». Sul suo profilo X, la Navalnya ha scritto prontamente che «gli scienziati di cinque Paesi europei lo hanno accertato: mio marito è stato avvelenato con epibatidina, una neurotossina, uno dei veleni più letali sulla terra. Questo veleno si trova sulla pelle della rana freccia dell’Ecuador. Causa paralisi, arresto respiratorio e una morte dolorosa». La vedova di Navalny ha quindi aggiunto che «ero certa fin dal primo giorno che mio marito fosse stato avvelenato, ma ora ci sono le prove: Putin ha ucciso Alekseij con un’arma chimica. Sono grata agli Stati europei per il lavoro meticoloso svolto in due anni e per aver scoperto la verità. Vladimir Putin è un assassino. Deve essere ritenuto responsabile di tutti i suoi crimini». Questa tesi sulla morte di Navalny, profondamente divergente da quella sostenuta dal direttore del Hur Kyrylo Budanov secondo cui il politico russo sarebbe morto per un coagulo di sangue, rappresenta la degna chiusura della Conferenza per la Sicurezza di Monaco.
https://www.youtube.com/embed/L1ltG9K_b ... ure=oembed
Francesco Ferrante ImmagineNavalny, le rane e il senso del ridicolo 22 Ufficiale dell’esercito con alle spalle una lunga esperienza operativa e di pianificazione interforze e collaboratore della rivista «Analisi Difesa». Lavora attualmente nel settore privato per una società specializzata in difesa e sicurezza, continuando ad insegnare pianificazione operativa e targeting. Ha partecipato a missioni operative in teatri complessi, tra cui Iraq, Afghanistan, Libia, Libano, Bosnia, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Mozambico.  SOSTEGNO ImmagineNavalny, le rane e il senso del ridicolo 23 I MIEI LIBRI
https://amzn.to/3S77B0s L'articolo Navalny, le rane e il senso del ridicolo proviene da Il Contesto.

Source: https://www.ilcontesto.net/navalny-le-r ... -ridicolo/
Rispondi