[Assopace Palestina] Report Pangea febbraio 2026. Gaza Luogo Sicuro, lavori in progress

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[Assopace Palestina] Report Pangea febbraio 2026. Gaza Luogo Sicuro, lavori in progress

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19 febbraio 2026.  Immagine All’alba, a Gaza, non sempre il silenzio significa pace.
 A volte è solo una breve sospensione prima del prossimo rumore. In quello spazio fragile, fatto di tende, macerie e attese, il lavoro del Centro antiviolenza CWLRCP (Center for Women’s Legal Research, Counseling and Protection) prende forma: non come risposta eroica, ma come presenza costante. Essere lì. Tenere insieme il filo rosso. Non lasciare sole le donne, le bambine, tutte le persone, anche quando tutto intorno spinge all’abbandono. È da questo luogo – reale, concreto, attraversato dalla paura ma anche dalla determinazione – che nasce il lavoro di cui abbiamo discusso durante l’incontro con le nostre sorelle palestinesi a Gaza. Il Centro CWLRCP continua ad operare oggi, malgrado tutto, a supporto di 2.200 donne, 800 uomini e adolescenti, e 350 ragazze adolescenti. Le beneficiarie sono organizzate in 133 gruppi, ciascuno composto da 20 donne o persone, per garantire un accompagnamento che non sia frettoloso né impersonale.
 Ogni gruppo partecipa a un ciclo di sei sessioni:
  • tre sessioni di supporto legale, di cui la prima introduttiva con un’avvocata;
  • due sessioni di supporto psicologico;
  • una sessione dedicata alla salute sessuale e riproduttiva.
Attraverso questo lavoro quotidiano, il Centro risponde alle problematiche profonde e ricorrenti rilevate: una maturazione sessuale precoce tra adolescenti, legata al trauma e alla perdita di contesti protettivi; problemi comportamentali; e una presenza allarmante di casi di sfruttamento sessuale, che rendono la protezione e la prevenzione non un’opzione, ma una necessità immediata. Nel campo, nell’ultimo mese, il Centro ha accolto 10 casi ad alto rischio violenza. Una situazione è stata risolta; 9 donne sono attualmente ospitate, protette e seguite. Parallelamente, sono stati creati spazi sicuri all’interno dei campi per persone sfollate: tende specifiche, collocate tra le altre tende, dove le donne e le persone più vulnerabili possono trovare ascolto, orientamento e beni essenziali. In base ai fondi ricevuti e disponibili, il Centro distribuisce ‘kit di dignità’ per la salute riproduttiva, coperte, materassi e materiali per la pulizia, piccoli gesti che restituiscono umanità in contesti che tendono a cancellarla. Il Centro opera attraverso una rete di strutture: uno spazio sicuro-in tenda- a Khan Younis, un ufficio a Deir al-Balah e uno spazio sicuro digitale per le donne – un appartamento a Gaza dove l’accesso a internet diventa strumento di protezione, informazione e connessione. 40 donne ne beneficiano direttamente, mentre circa 160 hanno presentato domanda per usufruirne, segno di un bisogno che supera le risorse disponibili. Questo lavoro non esiste in isolamento. Il Centro è parte attiva del tessuto delle organizzazioni femminili di Gaza, che conta 25 realtà (CPO e ONG), e contribuisce ai coordinamenti con la Cisgiordania. Le coalizioni femminili sono presenti e operative, anche in un contesto che tenta costantemente di escluderle.

In questo panorama, dieci organizzazioni hanno elaborato insieme un documento di posizionamento sulla partecipazione delle donne alla ricostruzione di Gaza, frutto di 15 workshop complessivi. Un ulteriore documento congiunto è stato prodotto nell’ambito della Risoluzione UNSCR 1325, l’agenda Donne Pace e Sicurezza, collegato alle richieste delle donne di partecipare ai tavoli negoziali di Pace e ricostruzione. Dietro questi numeri e questi programmi ci sono persone.
 Una di loro è Kholoud, assistente sociale del Centro. “Sono stata sfollata più volte e casa mia è stata bombardata almeno due volte. Mi sono trovata senza casa e senza tenda. Ho dovuto scappare di notte da Gaza City a Deir al-Balah perché non c’era nemmeno un mezzo di trasporto. E comunque ho potuto aiutare le nostre beneficiarie ovunque sono andata. A volte, con tanta fatica, sotto le bombe, riuscivo a rimanere in contatto con il nostro centro antiviolenza.”
 (Kholoud, assistente sociale – novembre 2025) Questa testimonianza non è un’eccezione. È il contesto in cui il lavoro del Centro prende forma ogni giorno. Oggi, mentre alcuni finanziamenti a breve termine sono in fase di conclusione, si apre una finestra critica: la possibilità di sostenere interventi immediati – buoni spesa, assistenza in contanti, supporto mirato alle donne vedove, anche in vista del mese di Ramadan – e allo stesso tempo garantire continuità ai servizi di protezione e accompagnamento. Sostenere Gaza Luogo Sicuro significa scegliere di non guardare Gaza solo come un luogo di emergenza, ma come uno spazio dove le relazioni, la competenza e la cura continuano a esistere nonostante tutto.
Significa stare nel mezzo: tra chi vive la violenza ogni giorno e chi, da lontano, può decidere di non voltarsi dall’altra parte. In questo momento, alcuni finanziamenti a breve termine stanno per concludersi. C’è un bisogno urgente di garantire continuità agli spazi sicuri, ai servizi legali e psicologici, e di sostenere interventi immediati come buoni spesa o assistenza diretta per donne, in particolare vedove e capofamiglia, bambini senza più genitori. Il vostro sostegno non è solo un contributo economico. È ciò che permette a questo lavoro di esistere, di restare presente, di non interrompersi proprio quando è più necessario. Vi invitiamo a continuare a camminare con noi, insieme alle nostre sorelle dell’altra parte del mediterraneo in Palestina e contribuire alla possibilità di un futuro più giusto per Gaza. Con gratitudine, Gaza Luogo Sicuro – Fondazione Pangea ETS

Source: https://www.assopacepalestina.org/2026/ ... -progress/
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