«Nessuna grande potenza ha subito numeri di perdite o fatalità anche lontanamente simili a questi dalla Seconda guerra mondiale», si legge nel documento. Il ritmo dell’avanzata russa viene descritto dal Csis come estremamente lento, persino inferiore a quello delle offensive britanniche sulla Somme o statunitensi a Belleau Wood durante la Prima Guerra Mondiale. Secondo il Csis, sul piano puramente militare le forze ucraine avrebbero finora retto meglio l’impatto del conflitto. Il rapporto parla di un rapporto di perdite tra due a uno e due e mezzo a uno a sfavore della Russia, il che significherebbe che, finora, sarebbero morti circa cinque soldati russi ogni due ucraini. Una stima che, pur evidenziando la durezza dei combattimenti per entrambe le parti, contrasta con le cifre fornite da Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky ha infatti sostenuto in passato che le perdite russe sarebbero quasi otto volte superiori a quelle ucraine. L’analisi definisce il “costo di sangue” dell’invasione una vera e propria vulnerabilità strategica per Mosca, affermando che il Paese è «in declino come grande potenza». Qualche dubbio sulle stime del Csis Lo scorso ottobre, l’ex funzionario del Dipartimento di Stato James Carden ha invece dichiarato ai microfoni della divisione australiana di «Sky News» che «dalle mie fonti risulta che il rapporto di perdite tra ucraini e russi è di 36 a 1. Sono le perdite ucraine ad essere vicine a un milione. La guerra d’attrito attuata fin dall’inizio dai russi è stata un successo, sono gli ucraini ad essere sull’orlo del disastro». Come scrive Gianandrea Gaiani su «Analisi Difesa»: «simili valutazioni sul crollo imminente della Russia per le tremende perdite subite iniettano carburante nella propaganda di Kiev che vede Zelensky chiedere ai suoi soldati di uccidere 50.000 russi al mese e costituiscono un incoraggiamento all’Ucraina a non cedere quei territori che i russi pretendono per giungere a un accordio di pace e che in realtà Mosca ha già in gran parte conquistato». Si tratta di «aspetti comprensibili in un contesto bellico ma che dovremmo ben guardarci dal considerare credibili o realistici proprio perché tesi a influenzare le valutazioni dell’opinione pubblica in Occidente, invitata così a sostenere la guerra credendo ancora al collasso della Russia sotto il peso di enormi perdite militari e gli effetti delle sanzioni». https://www.youtube.com/embed/CHxBrJXnh ... ure=oembed
Gianandrea Gaiani
Il Csis: i russi hanno subito 1,2 milioni di perdite 4 Giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023). SOSTEGNO
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