Un articolo[url=file:///C:/Users/Alessandro%20Visalli/Dropbox/personali/Blog/Post/scisto,%20energia,%20shale%20gas.docx#_ftn1][1][/url] di Mateo Crossa su Monthly Review illustra il caso della ripresa di centralità energetica degli Stati Uniti come produttore di fonti di energia fossili e la sua connessione con gli enormi investimenti infrastrutturali, la grande finanza statunitense (Vanguard, Black Rock) e la proiezione imperiale. Gli Stati Uniti erano stati dall’inizio del XX secolo uno dei principali paesi esportatori di petrolio e questo aveva alimentato la sua espansione industriale, ma durante gli anni Ottanta la produzione era calata[url=file:///C:/Users/Alessandro%20Visalli/Dropbox/personali/Blog/Post/scisto,%20energia,%20shale%20gas.docx#_ftn2][2][/url] ed il paese era diventato dipendente dal Medio Oriente (in conseguenza dalla necessità di appoggiarsi ad Israele e di fare periodiche guerre di puntellamento[url=file:///C:/Users/Alessandro%20Visalli/Dropbox/personali/Blog/Post/scisto,%20energia,%20shale%20gas.docx#_ftn3][3][/url]). Nel 2008-10 c’è stata un’inversione. Mentre procedeva la crisi finanziaria, ed il salvataggio delle grandi banche, l’immane flusso di capitale speculativo si è spostato dalle case e lo sviluppo immobiliare, rimasto a lungo depresso, agli investimenti energetici. Alla fase nella quale dominavano le “Sette Sorelle” (Standard Oil of New Jersey [Exxon], Gulf Oil, Texaco, BP, Shell, Mobil e Chevron) grazie ai depositi texani si è passato prima al controllo dei flussi di petroliere (per il quale servono le dieci portaerei) e poi alla “rivoluzione dello scisto”. Ciò che ha fatto la differenza sono tre fattori: generosi incentivi pubblici bypartizan e prolungati nel tempo dagli anni Settanta ai Novanta (quando conta anche gli USA sono capaci di politiche “cinesi”); l’innovazione tecnica di George P. Mitchell, che mise a punto l’unione di trivellazione orizzontale e “fratturazione idraulica”; ad accelerare il tutto l’enorme ridislocazione del capitale speculativo, messo a disposizione dai “salvataggi” post 2008 e dall’espansione monetaria senza precedenti che seguì, alla esplicita ricerca di un’altra “bolla” da far crescere da parte dei soliti noti. Iniziò negli anni Novanta con lo sfruttamento di Barnett Shale[url=file:///C:/Users/Alessandro%20Visalli/Dropbox/personali/Blog/Post/scisto,%20energia,%20shale%20gas.docx#_ftn4]
Read more
[Alessandro Visalli] Strutture, energia, gioco imperiale: lo shale gas
- RSS Feed Bot
- "Il mantra della Loggia"

- Messaggi: 716
- Iscritto il: 16 gen 2026, 17:52
- Località: Cyberspazio
