[Giacomo Gabellini] Che senso ha rimanere nella Nato per l’Unione Europea?

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[Giacomo Gabellini] Che senso ha rimanere nella Nato per l’Unione Europea?

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Gli Stati Uniti stanno rilanciando con forza le mire annessionistiche nei confronti della Groenlandia, legata da una relazione giuridicamente complessa alla Danimarca e formalmente integrata nella Nato. Nel corso di un’intervista rilasciata al «New York Times», il presidente Trump non ha voluto svelare «quale sia la mia priorità assoluta tra ottenere la Groenlandia e preservare l’unità della Nato». Ha comunque chiarito che «potrebbe essere una scelta, perché la Russia non è affatto preoccupata della Nato senza di noi. La Cina non è affatto preoccupata della Nato senza di noi». Il magnate newyorkese ha quindi dichiarato che, «purtroppo, l’Europa sta diventando un posto molto diverso, e devono davvero darsi una regolata. Voglio che si diano una regolata. Sono io che li ho convinti a spendere di più per la Nato […]. Sono stato molto leale all’Europa. Ho fatto un buon lavoro. Se non fosse stato per me, la Russia avrebbe tutta l’Ucraina in questo momento». ImmagineChe senso ha rimanere nella Nato per l’Unione Europea? 15 Interpellato in merito ai limiti ai suoi poteri globali, Trump ha indicato che «una cosa c’è: la mia morale. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi». Dal canto suo, l’inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia e governatore della Louisiana Jeff Landry ha rafforzato il messaggio, pubblicando un post sul suo profilo X in cui si afferma che la Danimarca avrebbe «occupato» l’isola dopo la Seconda Guerra Mondiale, riprendendone il controllo «in violazione dei protocolli delle Nazioni Unite. La storia è importante». La Groenlandia come fattore di divergenza in ambito Nato Il segretario generale della Nato Mark Rutte fornisce una indiretta legittimazione alle ambizioni statunitensi, dichiarando che, con l’apertura delle rotte marittime artiche, è probabile che Russia e Cina espandano la loro presenza nella regione. Questo maggiore accesso alla regione creerebbe secondo Rutte nuovi rischi strategici e competizione tra le grandi potenze. Il crescente coinvolgimento della Cina, ha rilevato il segretario generale della Nato, è diventato così esteso da rendere de facto la Cina un attore artico a pieno titolo. Gran Bretagna, Francia e Germania, invece, pianificano l’invio di truppe europee nell’isola per placare questo genere di timori e convincere Trump, che aveva parlato della Groenlandia come di un’isola «circondata da navi cinesi e russe», a non procedere con l’annessione. «Mosca e Pechino lavorano insieme, la minaccia cresce e dobbiamo rafforzare le attività in zona», ha dichiarato il comandante supremo delle forze alleate, il generale Alexus Grynkewich. Sul fronte ucraino, le forze armate russe hanno sferrato uno dei più imponenti attacchi missilistici mai lanciati dall’inizio del conflitto. Ai Kalibr e agli Iskander è stato affiancato almeno un Oreshnik. Lanciato dal cosmodromi di Kasputin Yar, nell’oblast’ di Astrakhan, l’Oreshnik ha colpito con le sue ogive prive di testata esplosiva obiettivi sensibili nei dintorni di Leopoli a circa 13.000 km orari di velocità. Sul campo di battaglia, invece, l’esercito russo registra progressi diffusi, soprattutto negli oblast’ di Zaporižžja e Donec’k. L’Unione Europea e la Gran Bretagna, dal canto loro, continuano a ventilare la possibilità di schierare proprie truppe sul suolo ucraino come parte integrante delle garanzie di sicurezza a Kiev, in cui sperano di coinvolgere anche gli Stati Uniti. Eppure, scrive «Politico», «le dichiarazioni ottimistiche di Parigi circa la disponibilità di Washington a fornire garanzie di sicurezza a Kiev non dissipano i dubbi riguardo l’impegno degli Stati Uniti a sostenere l’Ucraina e il continente europeo». Inizialmente «si sperava che Washington si impegnasse in una dichiarazione congiunta sulle garanzie di sicurezza, ma la dichiarazione finale è stata firmata solo dalla “coalizione dei volenterosi”. I leader europei, conclude «Politico», «non hanno voluto nemmeno rispondere sulla credibilità degli impegni statunitensi a seguito della cattura da parte delle forze statunitensi del presidente venezuelano Maduro e della minaccia del presidente Trump di conquistare la Groenlandia».
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Gianandrea Gaiani ImmagineChe senso ha rimanere nella Nato per l’Unione Europea? 16 Giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023). SOSTEGNO ImmagineChe senso ha rimanere nella Nato per l’Unione Europea? 17 I MIEI LIBRI
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