Merz va in Cina con il cappello in mano 8 Merz rappresenta soltanto l’ultimo di una lunga serie di leader occidentali recatisi alla corte di Xi Jinping negli ultimi tempi: dal presidente francese Emmanuel Macron al il primo ministro britannico Keir Starmer, dal premier canadese Mark Carney e quello spagnolo Pedro Sánchez. A riprova del ruolo cruciale assunto ormai da anni dalla Cina sul più ampio scenario globale. Perché Merz è andato in Cina La visita di Merz, accompagnato da una trentina di imprenditori tedeschi, riveste però un’importanza particolare, perché negli ultimi decenni l’economia della Germania ha sviluppato una dipendenza nei confronti della Cina paragonabile sotto alcuni aspetti a quella che fino a pochi anni fa la legava alla Russia. Per svariati decenni, quello cinese si è confermato uno straordinario mercato di sbocco per la produzione industriale tedesca, con particolare riferimento ai settori automobilistico, chimico ed elettronico. Risultato: la bilancia commerciale sino-tedesca si è mantenuta sostanzialmente in pareggio, con Volkswagen che realizzava in Cina il 40% circa del volume globale delle proprie vendite. Nel corso degli ultimi anni, però, la situazione è mutata radicalmente. Gli investimenti profusi dai produttori cinesi hanno cominciato a dare i loro frutti, traducendosi in un rapido annullamento dei margini di vantaggio di cui beneficiavano le grandi case tedesche rivelatesi per di più incapaci di leggere con il dovuto tempismo i cambiamenti intercorsi all’interno dell’ex Celeste Impero. Lo sgretolamento concomitante delle posizioni di forza conquistate sia in Cina che a livello domestico dalle aziende tedesche ha comportato una profonda ristrutturazione degli equilibri commerciali bilaterali. Il volume degli scambi tra Cina e Germania si è mantenuto alquanto ragguardevole, attestandosi a 251,8 miliardi di euro nel 2025 (+2,1% su base annua) e restituendo così all’ex Celeste Impero il ruolo di principale partner commerciale della Germania – titolo che la Cina aveva detenuto dal 2016 al 2023 e perso nel 2024 a beneficio degli Stati Uniti. La performance realizzata nel 2025 si deve però a un ammontare di importazioni tedesche dalla Cina per un controvalore di 170,6 miliardi di euro, cumulato a esportazioni verso la Cina per un totale di 81,3 miliardi di euro. Ne scaturisce un deficit commerciale tedesco di 89,3 miliardi di euro. In altri termini, i beni cinesi...Read more
.jpg)
