Da 432 milioni nel 2024, potrebbe raggiungere 4 miliardi di dollari entro il 2033, con un tasso annuo del 28,1%. Questa espansione è trainata da fattori convergenti: l’urgenza geopolitica della guerra russo-ucraina e l’aumento dei bilanci difensivi europei. Si aggiunge la spinta verso la sovranità tecnologica e la riduzione della dipendenza dai fornitori cinesi. L’intelligenza artificiale accelera l’innovazione in sistemi sempre più autonomi e precisi. L’Italia è protagonista con il programma Leonardo-Baykar da 2,4 miliardi di euro per UAV armati. Il piano di difesa 2025–2027 alloca 3,2 miliardi per sistemi senza pilota, con il 93% destinato a piattaforme aeree. Se finalizzato, il progetto potrebbe produrre il primo UAV armato sviluppato congiuntamente in Europa. Questa traiettoria conferma che i droni non sono più semplici accessori tattici: sono diventati elementi fondanti della strategia di difesa del continente europeo. La lezione ucraina: il campo di battaglia come laboratorio La guerra in Ucraina rappresenta il più grande laboratorio di guerra con droni della storia moderna. I droni FPV, nati come tecnologia hobbistica per gare di racing, sono diventati l’arma più letale del conflitto russo-ucraino. Il rapporto costo-efficacia è straordinario: un drone FPV da 500 dollari può distruggere un carro armato da 5 milioni di dollari. Questo squilibrio ha rotto definitivamente la curva dei costi della guerra moderna. La trasparenza del campo di battaglia creata dai droni ha reso proibitiva la concentrazione di forze. Il conflitto si è trasformato in una guerra di attrito senza precedenti nella storia recente. Reti di volontari civili hanno acquisito, modificato e assemblato droni commerciali per le truppe al fronte.
Questo fenomeno non ha precedenti nella storia militare contemporanea....Read more

