[Giacomo Gabellini] Cosa vuole realmente l’amministrazione Trump?

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[Giacomo Gabellini] Cosa vuole realmente l’amministrazione Trump?

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Da quando, nel gennaio 2025, l’amministrazione Trump si è insediata ufficialmente, molta acqua è passata sotto i ponti. Gli sforzi dalla nuova amministrazione Trump per porre fine in tempi brevi al conflitto russo-ucraino non hanno prodotto i risultati sperati. Stesso discorso si applica al tentativo di raggiungere un’intesa generale con Mosca che diluisse lo sganciamento de facto degli Stati Uniti dal gruppo di sostegno dell’Ucraina in un mare magnum di accordi commerciali, investimenti diretti, ecc. L’idea di fondo, ventilata dallo stesso Trump durante la sua prima amministrazione, sembrava consistere nel riportare la Russia nel contesto del G-8, così da sottrarla al micidiale – per gli Stati Uniti – abbraccio cinese. Anche questo proposito si è rivelato irrealizzabile: l’intesa tra Mosca e Pechino ha ormai raggiunto una dimensione strategica che la rende pressoché invulnerabile a qualsiasi sollecitazione esterna. Dai dazi all’uso della forza: l’offensiva dell’amministrazione Trump L’offensiva tariffaria a 360° scatenata dall’amministrazione Trump ad aprile per ristrutturare il sistema del commercio globale ha invece generato risultati ancora difficili da valutare. ImmagineCosa vuole realmente l’amministrazione Trump? 4 La sfida con la Cina si è però risolta con una sostanziale umiliazione per l’amministrazione Trump. Dopo aver ingaggiato un braccio di ferro con Pechino incentrato sui dazi, l’amministrazione Trump si è ritrovata nella necessità di ricercare in fretta e furia un compromesso al ribasso, dopo che le autorità cinesi avevano imposto un regime di licenze sulle esportazioni di terre rare prodotte e/o raffinate in Cina in grado di paralizzare l’intero comparto tecnologico occidentale. In Medio Oriente, si è assistito all’avanzamento del “Piano di pace” per Gaza dal substrato palesemente affaristico-coloniale, oltre che a un intervento diretto contro il sito nucleare iraniano di Fordow (Operazione Midnight Hammer) che ha posto fine alla cosiddetta Guerra dei 12 giorni consentendo di fatto a Israele di mantenersi in linea di galleggiamento. È stata quindi schierata una imponente flotta al largo delle coste venezuelane con funzioni di intimidazione e strangolamento del sistema di potere bolivariano. Dopo svariati mesi, un blitz condotto dalla Delta Forca ha portato al rapimento del presidente Maduro, prodromico a un rimodellamento obtorto collo della linea d’azione del governo di Caracas: apertura del settore energetico nazionale agli interessi statunitensi, dollarizzazione del petrolio venezuelano, ecc. Parallelamente, un’operazione di intelligence ordita e realizzata da Stati Uniti e Israele ha cercato di provocare un cambio di regime in Iran. Il terreno era stato adeguatamente dissodato da una brutale guerra economica, dispiegata sotto forma di sanzioni, misure atte a provocare una carenza di dollari in circolazione e attacchi speculativi volti a inabissare il corso del rial. Recentissimamente, in seguito all’ennesima tornata di negoziati in Oman, il presidente Trump ha firmato l’Addresses Threats to the United States by the Government of Iran, un ordine esecutivo che, invocando lo stato di emergenza nazionale riguardo all’Iran, autorizza la Casa Bianca a imporre dazi aggiuntivi fino al 25% sulle importazioni da Paesi che intrattengono direttamente o indirettamente relazioni commerciali con l’Iran. Sul fronte interno, alle retate dell’Immigration and Customs Enforcement e della Border Patrol contro gli immigrati irregolari è andata a sommarsi un’offensiva contro i vertici della Federal Reserve, accusati di portare avanti politiche monetarie disarmoniche rispetto alla linea operativa e agli obiettivi economici del governo. Sotto l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti stanno in altri termini cercando di rimodellare gli equilibri interni e riorganizzare la rete di alleanze in funzione dei loro interessi contingenti, che vertono sostanzialmente sul preservare l’egemonia e garantire la sopravvivenza del proprio sistema economico alla luce della sempre più serrata concorrenza della Cina, che contrattacca a suo modo.
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Alessandro Visalli ImmagineCosa vuole realmente l’amministrazione Trump? 5 Architetto, saggista, studioso di questioni politiche ed economiche, animatore del sito «Nella fertilità cresce il tempo». È autore dei volumi Dipendenza. Capitalismo e transizione multipolare (Meltemi, 2020) e Classe e partito. Ridare corpo al fantasma del collettivo (Meltemi, 2023). SOSTEGNO ImmagineCosa vuole realmente l’amministrazione Trump? 6 I MIEI LIBRI https://amzn.to/3S77B0s L'articolo Cosa vuole realmente l’amministrazione Trump? proviene da Il Contesto.

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