Da Jeffrey Epstein a Marc Dutroux: le radici del male 4 Eppure, l’Epstein Files Transparency Act, firmato quasi obtorto collo dal presidente Trump il 19 novembre 2025, concedeva al Dipartimento di Giustizia un mese di tempo per provvedere alla revisione dei file in vista della loro completa divulgazione. Pubblicati i nomi delle vittime di Jeffrey Epstein Ma le violazioni della norma non si riducono alla quantità dei file pubblicati. Da un’analisi del «Wall Street Journal» è emerso che anche i nomi completi di 43 delle 47 vittime di Jeffrey Epstein esaminate non erano stati oscurati nei documenti e molte di loro non avevano mai reso pubblica la propria identità o erano minorenni al momento degli abusi. I loro nomi completi erano disponibili domenica pomeriggio tramite la funzione di ricerca per parole chiave del Dipartimento di Giustizia, insieme a dettagli personali che ne consentono la facile identificazione, inclusi gli indirizzi di casa. La desecretazione attuata dal Dipartimento di Giustizia segue quindi una logica intimidatoria, perché rivela apertamente l’identità delle vittime che hanno ancora la possibilità, con le loro testimonianze, di inchiodare i rispettivi “carnefici”. È questo il senso delle aspre critiche rivolte verso la metà del dicembre scorso dai rappresentanti repubblicani Ro Khanna e Thomas Massie, che in qualità di co-promotori della legge intesa a pubblicare tutti i file inerenti il sistema facente capo a Jeffrey Epstein ne avevano ripetutamente denunciato la violazione da parte delle autorità preposte. Non solo per quanto concerne il mancato rispetto dei limiti temporali, ma anche e soprattutto in materia di scarsa tutela delle vittime. Khanna, in particolare, aveva trascinato apertamente sul banco degli imputati l’ufficio della procuratrice generale Pam Bondi, accusandolo di tenere deliberatamente nascosti milioni di documenti. La presa di posizione di Khanna rispecchia le opinioni di parte importante della popolazione. Un sondaggio condotto dalla Cnn attestava che due terzi dei cittadini statunitensi riteneva che il governo federale stesse intenzionalmente nascondendo alcune informazioni cruciali sul caso Jeffrey Epstein, mentre solo il 16% credeva che il governo stesse impegnandosi a fondo per divulgare quante più informazioni possibili. Quasi 9 democratici su 10 e il 72% degli indipendenti sostenevano che il governo stesse deliberatamente occultando informazioni, così come il 42% dei repubblicani. «Sembra che, in alcuni casi, [i funzionari del Dipartimento di Giustizia, nda] passino più tempo a proteggere le persone che hanno commesso questi crimini connessi a Jeffrey Epstein che i sopravvissuti», ha dichiarato Khanna. I documenti finora desecretati riguardo alle attività criminali di Jeffrey Epstein risultano comunque sufficienti a delineare un quadro impietoso circa “usi e costumi” dell’alta società non solo statunitense. Si parla di riti orgiastici e di pratiche estreme riconducibili al satanismo, a danno di ragazze quasi sempre minorenni e provenienti da famiglie disastrate. Il procuratore generale aggiunto Todd Blanche ha specificato che il provvedimento di divulgazione dei file riguardanti Jeffrey Epstein non è stato applicato alle immagini che mostravano «morte, abusi fisici o ferite». Di fatto, osserva l’analista Lucas Leiroz, «quanto è stato scoperto attesta pratiche sistematiche, organizzate e ritualizzate […]. Reti di questo tipo esistono solo quando sono supportate da una profonda protezione istituzionale. Non esiste pedofilia rituale, né tratta di esseri umani su scala transnazionale, né produzione sistematica di materiale estremo, senza copertura politica, polizesca, giudiziaria e mediatica. Questa è la logica del potere». «Le società occidentali si trovano ora ad affrontare un dilemma che non può essere risolto attraverso elezioni, commissioni parlamentari o discorsi. Come si può continuare ad accettare l’autorità di istituzioni che hanno protetto questo livello di orrore? Come si può mantenere il rispetto per le leggi applicate selettivamente da persone che vivono al di sopra di esse?», scrive Leiroz. https://www.youtube.com/embed/XJeJReZyN ... ure=oembed
Adolfo Morganti
Da Jeffrey Epstein a Marc Dutroux: le radici del male 5 Psicologo, psicoterapeuta, scrittore e fondatore della casa editrice Il Cerchio. È autore di numerosi volumi, tra cui Il razzismo. Storia di una malattia della cultura europea (Il Cerchio, 2003); La costruzione dell’Europa unita. Storia, radici, prospettive (Il Cerchio, 2005); Il mistero di Mago Merlino (Il Cerchio, 2008); Bushidō e Cristianesimo. Guerrieri e sapienti tra due mondi (Il Cerchio, 2021). SOSTEGNO
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