[Giacomo Gabellini] La guerra senza quartiere di Trump alla Federal Reserve

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[Giacomo Gabellini] La guerra senza quartiere di Trump alla Federal Reserve

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Nei giorni scorsi, il presidente della Federal Reserve Jerome Powell è stato posto sotto inchiesta dal Dipartimento della Giustizia per aver reso false dichiarazioni in merito all’aumento dei costi per la ristrutturazione di alcuni edifici riconducibili alla Banca Centrale. Una vicenda assai “sospetta”, specialmente alla luce della ricostruzione della vicenda formulata dallo stesso Powell secondo cui «questa azione senza precedenti va considerata nel contesto più ampio delle minacce e delle continue pressioni dell’amministrazione». Questa nuova minaccia «non riguarda la mia testimonianza dello scorso giugno o la ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve. Sono solo pretesti». «La minaccia di accuse penali è una conseguenza del fatto che la Federal Reserve stabilisce i tassi di interesse in base alla nostra migliore valutazione di ciò che sarà utile al pubblico, anziché seguire le preferenze del presidente». In ballo c’è l’indipendenza della Federal Reserve A sua volta, Trump invoca un ben più sostanzioso taglio dei tassi e, in linea con le direttive di Stephen Miran, l’insediamento al vertice della Federal Reserve di una figura maggiormente “collaborativa”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, Trump ha affermato che «il governatore della Federal Reserve Jerome Powell ha sforato il budget di miliardi di dollari. Quindi o è incompetente o è disonesto. Non so cosa sia, ma di certo non sta facendo un ottimo lavoro». Immagine In precedenza, Trump aveva definito il governatore Powell – nominato da Trump stesso nel 2018 al timone della Federal Reserve – “Mr too late” e aveva più volte minacciato di licenziarlo. Dal canto suo, Powell si è sempre mostrato scarsamente ricettivo alle esortazioni formulate dalla Casa Bianca, rifiutandosi cortesemente di rispondere agli affondi del presidente. La procuratrice del District of Columbia Jeanine Pirro ha respinto al mittente le accuse di Powell, affermando che «l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti ha contattato in diverse occasioni la Federal Reserve per discutere sugli eccessi di spesa e la testimonianza al Congresso del presidente, ma è sempre stato ignorato. Siamo stati costretti ad usare la procedura legale». A favore di Powell sono scesi in campo alcuni dei banchieri centrali più in vista del pianeta, sottoscrivendo un comunicato congiunto in cui si legge che: «esprimiamo piena solidarietà al Federal Reserve System e al suo presidente Jerome H. Powell. L’indipendenza delle banche centrali è un pilastro fondamentale della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica, nell’interesse dei cittadini che serviamo». «È pertanto fondamentale preservare tale indipendenza, nel pieno rispetto dello stato di diritto e della responsabilità democratica». «Il presidente Powell ha svolto il suo ruolo con integrità, concentrandosi sul suo mandato e con un impegno incrollabile per l’interesse pubblico. Per noi, è un collega stimato e tenuto nella massima considerazione da tutti coloro che hanno lavorato con lui». Il comunicato è stato firmato da:
  • Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea;
  • Andrew Bailey, governatore della Banca d’Inghilterra;
  • Erik Thedéen, governatore della Sveriges Riksbank;
  • Christian Kettel Thomsen, presidente del Consiglio dei Governatori della Danmarks Nationalbank;
  • Martin Schlegel, presidente del Consiglio di amministrazione della Banca nazionale svizzera;
  • Ida Wolden Bache, governatore della Norges Bank;
  • Michele Bullock, governatore della Reserve Bank of Australia;
  • Tiff Macklem, governatore della Banca del Canada;
  • Chang Yong Rhee, governatore della Banca di Corea;
  • Gabriel Galípolo, governatore del Banco Central do Brasil;
  • François Villeroy de Galhau, presidente del Consiglio di amministrazione della Banca dei Regolamenti Internazionali;
  • Pablo Hernández de Cos, direttore generale della Banca dei Regolamenti Internazionali.

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Gabriele Guzzi ImmagineLa guerra senza quartiere di Trump alla Federal Reserve 4 Economista, docente di storia economica all’Università di Cassino, saggista, poeta e collaboratore della rivista «La Fionda» con all’attivo esperienze lavorative presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. È autore di numerosi volumi, tra cui Contro Golia. Manifesto per la sovranità democratica (Rogas, 2020), ed Eurosuicidio. Come l’Unione Europea ha soffocato l’Italia e come possiamo salvarci (Fazi, 2025). SOSTEGNO ImmagineLa guerra senza quartiere di Trump alla Federal Reserve 5 I MIEI LIBRI
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