[Giacomo Gabellini] Emmanuel Macron, ovvero come perdere il senso del ridicolo

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[Giacomo Gabellini] Emmanuel Macron, ovvero come perdere il senso del ridicolo

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In questi giorni va in scena il World Economic Forum di Davos. All’evento hanno preso parte personalità di spicco della politica, dell’economia e della finanza di 80 Paesi del mondo. Nel novero degli oratori figurano personaggi come Emmanuel Macron (in occhiali da sole), Donald Trump (arrivato in ritardo per un guasto al suo aereo), Larry Fink di BlackRock, Ursula Von der Leyen e Christine Lagarde. Il presidente Macron in versione Top Gun Macron ha lanciato un atto d’accusa nei confronti della politica di potenza portata avanti da una serie di attori internazionali orientata «deliberatamente a indebolire e subordinare l’Europa». Di fronte, ha aggiunto Macron, alla «legge del più forte che porta alla vassallizzazione» e a questa «politica del sangue», «stiamo raggiungendo una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza per l’economia». Nonché ultimando «il passaggio verso un mondo senza regole dove la legge internazionale è calpestata e le ambizioni imperiali tornano alla superficie». I nuovi dazi minacciati da Trump – e poi annullati alla luce dell’accordo sulla Groenlandia raggiunto con gli altri Paesi membri della Nato – per punire il dispiegamento di truppe europee in Groenlandia sono secondo Macron «inaccettabili soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale». Macron ha quindi parlato di un ruolo dell’Europa come cardine del multilateralismo e della stabilità, in un contesto globale dove sembra prevalere la legge del più forte.  Macron ha infine risposto indirettamente agli attacchi all’Europa lanciati dal suo omologo statunitense, affermando che «chiunque accetti questo nuovo colonialismo è complice» e chiarendo che la Francia preferisce «il rispetto ai bulli». ImmagineEmmanuel Macron, ovvero come perdere il senso del ridicolo 4 Ben più interessante è invece apparso il discorso formulato dal premier canadese Mark Carney, a detta del quale, «per decenni, Paesi come il Canada hanno prosperato all’interno di quello che abbiamo chiamato ordine internazionale basato sulle regole». «Abbiamo aderito alle sue istituzioni, ne abbiamo celebrato i principi, beneficiato della sua prevedibilità. E grazie a questo abbiamo potuto perseguire politiche estere fondate sui valori, sotto la sua protezione». «Sapevamo che la storia dell’ordine basato sulle regole era parzialmente falsa. Che i più forti si sarebbero svincolati quando conveniente, che le regole commerciali venivano applicate in modo asimmetrico, e che il diritto internazionale sarebbe stato applicato con rigore variabile a seconda dell’identità dell’accusato o della vittima». «Questa finzione è stata utile, e l’egemonia americana, in particolare, ha contribuito in molti modi: rotte marittime aperte, un sistema finanziario stabile, sicurezza collettiva e strutture per risolvere le dispute». «Così abbiamo messo il cartello in vetrina. Abbiamo partecipato ai rituali e, in larga parte, evitato di denunciare il divario tra retorica e realtà. Ma questo patto oggi non funziona più». «Lasciatemi essere diretto: siamo nel mezzo di una rottura, non di una transizione». «Negli ultimi due decenni, una serie di crisi – finanziarie, sanitarie, energetiche e geopolitiche – ha messo a nudo i rischi di un’integrazione globale estrema. Recentemente, le grandi potenze hanno cominciato a usare l’integrazione economica come arma. Le tariffe come leva. Le infrastrutture finanziarie come coercizione. Le catene di approvvigionamento come vulnerabilità da sfruttare». «Non puoi “vivere nella menzogna” di un vantaggio reciproco attraverso l’integrazione quando l’integrazione diventa la fonte della tua subordinazione».
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Alessandro Volpi ImmagineEmmanuel Macron, ovvero come perdere il senso del ridicolo 5 Saggista, collaboratore di «Altraeconomia» e «Valori» e docente di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa. È autore di numerosi volumi, tra cui Prezzi alle stelle. Non è inflazione, è speculazione (Laterza, 2023), I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia (Laterza, 2024), Nelle mani dei fondi. Il controllo invisibile della grande finanza (Altraeconomia, 2024), L’America secondo Trump. Prospettive economiche e scenari globali (La Vela, 2025), La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale (Laterza, 2025). SOSTEGNO ImmagineEmmanuel Macron, ovvero come perdere il senso del ridicolo 6 I MIEI LIBRI
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