Dopo i saluti iniziali di Edmond Godo, presidente di BESA, dialogano con l’autore il giornalista Alessandro Benini, direttore della testata Consul Press ed esperto di geopolitica, e Andrea Coco, giornalista, critico letterario e cultore di storia. La prima metà del Novecento fu cruciale per lo sviluppo dell’Albania indipendente, decenni attraversati da episodi controversi, sui quali si stese l’ombra della “lunga mano” delle potenze europee, Italia compresa. In quest’ottica, il volume di Lucarelli ripercorre le relazioni italo-albanesi a partire dai moti per l’indipendenza del Paese, cui seguirono l’impegno militare del Regio Esercito nella Grande Guerra, il tentativo di protettorato e le ambigue relazioni politiche ed economiche intrattenute dal fascismo fino all’invasione del 1939 e la successiva occupazione. Trenta anni di storia politica e militare ripercorsa anche attraverso fonti albanesi, tedesche e statunitensi poco note o inedite per l’Italia, documentando i complessi rapporti diplomatici fra i due Paesi e le strategie politiche dei vari governi che, da Giolitti a Mussolini, affrontarono la “questione albanese”. Come spiega l’autore, «in retrospettiva storica si può affermare che l’Albania fu il “sogno proibito” dell’ultima stagione dell’Italia liberale, che non riuscì a stabilirvi un protettorato e perse Valona dopo una lunga e sanguinosa guerra. L’Albania fu anche l’ultima avventura coloniale dell’impero fascista prima della tragedia della Seconda guerra mondiale, fu l’illusione che avrebbe dovuto aprire all’Italia le porte dei Balcani, fu la terra di operazioni commerciali e industriali non sempre andate a buon fine, spesso con risultati al di sotto delle attese».
«L’Albania fu l’ultima avventura coloniale dell’impero fascista prima della tragedia della Seconda guerra mondiale, fu l’illusione che avrebbe dovuto aprire all’Italia le porte dei Balcani, fu la terra di operazioni commerciali e industriali non sempre andate a buon fine, spesso con risultati al di sotto delle attese.» Il volume ripercorre le relazioni italo-albanesi a partire dai moti per l’indipendenza del Paese, cui seguirono l’impegno militare del Regio Esercito nella Grande Guerra, il tentativo di protettorato e le ambigue relazioni politiche ed economiche intrattenute dal fascismo fino all’invasione del 1939 e la successiva occupazione. Trenta anni di storia politica e militare ripercorsa anche attraverso fonti albanesi, tedesche e statunitensi poco note o inedite per l’Italia, documentando i complessi rapporti diplomatici fra i due Paesi e le strategie politiche dei vari governi che, da Giolitti a Mussolini, affrontarono la “questione albanese”. In mezzo, un Paese complesso caratterizzato da un mosaico sociale legato alle proprie tradizioni dove allignavano orgoglio e diffidenza, due caratteri che hanno influenzato lo sviluppo delle relazioni fra i due Paesi. Niccolò Lucarelli, laureato in Studi Internazionali, collabora come storico militare con lo Stato Maggiore dell’Esercito scrivendo per «Rivista Militare», e ha pubblicato vari volumi sulla Seconda guerra mondiale e il colonialismo, fra cui Le Camicie Nere in Africa 1923-1943 (Mursia, 2023). È anche critico d’arte per «Artribune» e «Contemporary Lynx», e da curatore indipendente ha firmato progetti espositivi in Italia, Europa e Africa. Pagine 368 Euro 20,00
EAN 9788842568285
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia. 1919-1939: vent’anni di pace instabile Disponibile dal 22 settembre 2025 in libreria e store online. Vai alla scheda del prodotto su Amazon
Source: https://www.analisidifesa.it/2026/01/li ... lucarelli/
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