[Giacomo Gabellini] Rand Paul: Lindsey Graham è dietro l’attacco al Venezuela

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[Giacomo Gabellini] Rand Paul: Lindsey Graham è dietro l’attacco al Venezuela

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Il senatore repubblicano Rand Paul ha dichiarato che il senatore Lindsey Graham è il principale istigatore dell’operazione militare contro il Venezuela sferrata dall’amministrazione Trump. ImmagineRand Paul: Lindsey Graham è dietro l’attacco al Venezuela 27 Paul ha affermato che le azioni di Trump sono enormemente influenzate da Lindsey Graham. Il parere di Lindsey Graham è stato decisivo soltanto negli ultimi giorni? Nei giorni scorsi, invece, le autorità russe hanno indicato Kiev come responsabile della morte di almeno 24 persone e del ferimento di altre 50 in quanto mandante di un attacco con droni incendiari sferrato contro un hotel e un bar dove i civili stavano festeggiando il Capodanno, in una zona della regione meridionale ucraina di Kherson. Parallelamente, il direttore del Gru Igor Kostyukov ha consegnato personalmente all’ambasciata statunitense a Mosca i dati decriptati recuperati da un drone intercettato nei cieli dell’oblast’ di Novgorod nella notte del 29 dicembre, che a detta del Cremlino attesterebbero inconfutabilmente il tentativo del governo di Kiev di colpire una delle residenze del presidente Putin. Kostyukov ha poi espresso l’auspicio che la divulgazione delle prove consenta di appurare la natura dell’evento ed eliminare qualsiasi ambiguità su quanto accaduto (terrorismo di Stato), alla luce delle stime formulate dalla Cia secondo cui l’Ucraina non avrebbe in realtà preso di mira la residenza di Putin. L’attacco era rivolto, ha confidato una fonte interna all’agenzia al «Wall Street Journal», a un non meglio specificato obiettivo militare situato «non nelle immediate vicinanze» della residenza di Putin. Questa versione risulta compatibile con la ricostruzione formulata da Olksey Arestovych, ex consigliere di Zelensky secondo cui l’iniziativa ucraina era diretta contro un comando delle forze nucleari russe. La valutazione della Cia sarebbe stata consegnata dal direttore dell’agenza Ratcliffe al presidente Trump, che dopo essersi rallegrato per non aver fornito i Tomahawk a Kiev e detto «molto arrabbiato» per l’iniziativa ucraina, ha stemperato notevolmente i toni – magari anche in questo caso su impulso di Lindsey Graham. Nonché condiviso sul suo profilo Truth un editoriale del «New York Post» in cui si sosteneva che «la fanfaronata di Putin sull’“attacco” dimostra che è la Russia a ostacolare la pace», contestando la veridicità delle affermazioni russe. La stessa Cia, sostiene il «New York Times», avrebbe potenziato di concerto con le forze armate statunitensi e la benedizione di Trump la «campagna ucraina di attacchi con droni contro impianti petroliferi e petroliere russe per indebolire la macchina da guerra di Putin». Sulla base di numerose confidenze raccolte all’interno degli apparati militari, spionistici e securitari statunitensi, il quotidiano newyorkese dipinge Trump come un presidente particolarmente influenzabile dagli eventi e dagli individui di cui si è circondato. Intanto, il presidente Macron ha dichiarato che Unione Europea, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno concordato con Kiev la concessione di robuste garanzie di sicurezza per l’Ucraina, comprensive del monitoraggio del cessate il fuoco sotto la guida degli Stati Uniti e il dispiegamento di una forza multinazionale in Ucraina in caso di accordo di pace con la Russia. Ciononostante, scrive «Politico», «le dichiarazioni ottimistiche di Parigi non dissipano i dubbi riguardo l’impegno degli Stati Uniti a sostenere l’Ucraina e il continente europeo». Inizialmente «si sperava che Washington si impegnasse in una dichiarazione congiunta sulle garanzie di sicurezza, ma la dichiarazione finale è stata firmata solo dalla “coalizione dei volenterosi”. I dettagli della partecipazione americana alla forza multinazionale per l’Ucraina sono stati rimossi da una precedente bozza», visionata da «Politico». Quella versione, rileva il giornale, «prevedeva che gli Stati Uniti si impegnassero a supportare con la forza l’Ucraina se quest’ultima fosse stata attaccata, e ad assisterla con intelligence e logistica». I leader europei, conclude «Politico», «non hanno voluto nemmeno rispondere sulla credibilità degli impegni statunitensi a seguito della cattura da parte delle forze statunitensi del presidente venezuelano Nicolás Maduro e della minaccia del presidente Donald Trump di conquistare la Groenlandia».
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Roberto Vivaldelli ImmagineRand Paul: Lindsey Graham è dietro l’attacco al Venezuela 28 Giornalista e saggista. È autore di numerosi volumi, tra cui Fake news. Manipolazione e propaganda mediatica, dalla guerra in Siria al Russiagate (La Vela, 2017), Big tech. Sfida alla democrazia (Giubilei Regnani, 2023), . SOSTEGNO ImmagineRand Paul: Lindsey Graham è dietro l’attacco al Venezuela 29 I MIEI LIBRI
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