Il parallelo tra la strage di Lugansk e Minab - l'indignazione selettiva occidentale
Riepiloghiamo:
durante la scorsa settimana, 3 diverse ondate di droni ucraini - per un totale di 16 mezzi - si sono abbattute su di un dormitorio di Starobelsk, a Lugansk - regione ucraina orientale controllata dalla Fed. Russa - distruggendolo e uccidendo nel sonno una ventina di studenti, oltre al ferimento di un’altra quarantina, tutti ragazzi tra i 14 e i 18 anni (lo stesso Ted Chaiban dell’agenzia UNICEF ha riportato che la struttura ospitava come minimo 86 adolescenti con età compresa in questo intervallo), mentre altri sono rimasti intrappolati al di sotto delle macerie.
La Fed. Russa ha immediatamente accusato l’Ucraina dell’accaduto, con quest’ultima che - ancora una volta - nega ogni coinvolgimento nel drammatico fatto. Contemporaneamente, esorta ogni testata giornalistica a presentarsi sul sito con promessa di accredito immediato, dove intanto stanno procedendo i soccorsi nell’area posta in sicurezza dalle autorità, con il fine di documentare direttamente le condizioni del posto e confermare quanto riportato dal governo russo: BBC e CNN non accettano e inviano alcun corrispondente, successivamente altre reti “giornalistiche” si allineano e ne stanno pavidamente fuori, dato che l’accaduto rappresenta un qualcosa di troppo scomodo e troppo evidente per poter come al solito giustificare o girarsi dall’altra parte - meglio, semplicemente, tentare di far cadere l’intero accaduto e le accuse del “nemico essenziale russo” il più velocemente possibile nel dimenticatoio, non riportando più la notizie se non passivamente in relazione alle (legittime) ritorsioni russe e derubricando quanto riportato dai quadri della Fed. Russa come “teoria del complotto”. Un giornalista della Stampa alla fine parte davvero e si reca sul sito della tragedia a vedere con i propri occhi e scriverne: verrà finalizzato un articolo, ma indovinate un pò? La testata giornalistica deciderà di non mandare il stampa l’articolo.
Sempre la stessa, orrida, storia, insomma.
Altrettanto evidentemente, anche qui senza alcuna sorpresa, i vari leaders UE tacciono sull’accaduto, al massimo riparandosi dietro l’intramontabile schema della montatura russa e del falso: basta che provenga da Est, insomma. Tra l’altro, come l’articolo di Carancini riporta, l’Ucraina stessa negò ogni coinvolgimento anche con il suo “piccolo” errore di bombardamento in quel della Polonia, nel Novembre 2022, che causò anche vittime - la Polonia stessa non reagì, vedendo chiaramente di che chiara origine erano i droni (droni che ricordo noi aiutiamo a costruire, sia ben chiaro, dato che l’Ucraina da tempo ormai non ha alcuna possibilità produttiva di rilievo, nello sforzo bellico che si ostina a perpetrare). Questa volta, il mainstream Occidentale non ha “celebrato” il triste evento come l’ennesima fantomatica “vittoria ucraina”, in quanto molto difficilmente questo episodio potrà trovare una qualche legittimità o giustificazione nello spazio della narrazione ufficiale. L’Ucraina ha ucciso, con il nostro supporto e con il nostro codardo tacere, giovanissimi cittadini ucraini solamente in quanto russofoni, per i quali nessuna voce indignata sembra levarsi, se non quella della stessa Fed. Russa, destinata come sempre a non essere accettata alle nostre latitudini. Vale la pena aggiungere che, durante la stessa serata, un altro drone ucraino si è schiantato in pieno centro a Lugansk, nel sabato sera quindi, accanto a una farmacia e vicino a un gettonato punto di ritrovo per i giovani. Incidente o attacco deliberato (riguardo alla seconda possibilità, risulta evidente che - come Putin ha voluto sottolineare - non esiste alcun obiettivo militare vicino alla residenza scolastica presa di mira, oltre al fatto che 3 ondate successive di 16 droni avrebbero colpito reiteratamente il complesso, facendo realisticamente decadere l’opzione “incidente”), per quanto concerne l’argomento della continua iniezione di aiuti alla comatosa Ucraina, poco cambia, in quanto qualunque narrazione a supporto di una o dell’altra metterebbe seriamente in pericolo la futura costanza degli stessi.
In ritorsione all’attacco sul dormitorio di Starobilsk, intanto la Russia ha alzato l’asticella e sta sferrando attacchi missilistici di inaudita violenza, perlopiù su Kyev e dintorni. Per l’occasione è stato nuovamente utilizzato anche il modernissimo vettore missilistico balistico Oreshnik, al suo terzo impiego nel conflitto: il primo impiego risale al Novembre 2024 sulla città di Dnipro, il secondo nel Gennaio 2025 nella parte occidentale della regione di Lyiv. Questo specifico missile balistico, di enorme potenza ed efficacia pur rimanendo convenzionale (anche se equipaggiabile all’occorrenza con testate nucleari), è stato impiegato assieme a vettori Iskander, Kinzhal e Zircon: un attacco di vasta portata e multi-piattaforma quindi, con 600 droni e 90 missili di varia natura, dei quali 36 balistici.
Impossibile non tracciare un triste parallelo con un simile episodio, appartenente però alla forse non-così-diversa guerra tra USA/Israele e Iran: durante il primo giorno di guerra, infatti, è stato effettuato un attacco deliberato ai danni di una scuola elementare e della sua palestra in Lamerd, per mezzo di un vettore missilistico balistico statunitense. Come se non bastasse, lo stesso 28 Febbraio" un missile da crociera Tomahawk (in dotazione all’arsenale delle forze armate americane) ha colpito la scuola Shajareh Tayyebeh, nella città di Minab, causando 175 vittime delle quali 110 bambini. L’indagine portata avanti dal New York Times con il supporto di specialisti ed esperti di munizionamento è arrivata alla conclusione che si sarebbe trattato di una nuova arma balistica a corto raggio: “PrSM” o “Precision Strike Missile” (dove “Precision” fa amaramente ridere, dato l’esito dell’attacco), progettato per esplodere appena al di sopra dell’obiettivo designato e proiettare piccoli proiettili di tungsteno, alla stregua di un avanzato ordigno a frammentazione. Video testimonianze dei dintorni del sito mostrano l’arma in volo e la sagoma sarebbe riconducibile proprio a quella del PrSM, con la presenza in altri video della palla di fuoco proprio al sopra della struttura civile colpita. Foto successive riportano la presenza di moltissimi fori, dovuti proprio ai proiettili in tungsteno proiettati dalla detonazione del missile.
Malgrado la vicinanza nei pressi di un centro militare appartenente al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie, il sito scolastico era da tempo pubblicamente identificato e segnalato come a uso civile sulle piattaforme più blasonate come Google Maps, Apple Maps, etc.
Sciocca ed evidentemente ipocrita la risposta americana sull’incidente, in questo caso da parte del rappresentante del Comando Centrale degli USA, il Capitanto Tim Hawkins:
“Siamo a conoscenza delle segnalazioni e le stiamo esaminando. Le forze statunitensi non prendono di mira indiscriminatamente i civili, a differenza del regime iraniano.”
In riferimento al terribile attacco missilistico statunitense verso la scuola iraniana durante il primo giorno di guerra, il capo dei diritti umani delle Nazioni Unite ha ufficialmente richiesto agli USA di portare a termine l’indagine sull’incidente: Volker Türk, durante un dibattito urgente nel Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ha infatti dichiarato espressamente che “deve esserci giustizia per il terribile danno fatto”.