Scomparsa e morte di un esoterista a Roma
Interessante quanto macabro ritrovamento nel fiume Tevere, a Roma: è stato rinvenuto il cadavere, in avanzato stato di decomposizione, di uno studioso di occultismo ed esoterismo di nazionalità giapponese, a nome Ohashi Yoshiyuki. Il corpo, senza apparenti segni di violenza visibili e con i pantaloni calati all’altezza delle ginocchia, probabilmente è stato in acqua per molto tempo, a giudicare dalle condizioni.
Lo studioso di 71 anni, solitario e molto riservato, era scomparso nel nulla da un mese - aveva rari contatti con il fratello residente in Giappone, e viveva da solo a Roma da diversi anni. Non sono stati rinvenuti messaggi da parte sua che avrebbero presagito la scomparsa, né alcuna persona lo aveva avvistato dopo la sparizione.
Articoli su Internet ne parlano come inizialmente si sia occupato, negli anni 90s e una volta in Italia, di turismo - ma la sua grande passione per la storia e l’esoterismo lo portò presto a diventarne un esperto studioso oltre a farsi un nome in Giappone come traduttore di importanti testi di storia medievale ed esoterica dal latino, italiano e inglese al giapponese: tra questi Picatrix, Hypnerotomachia Poliphili, La Porta Magica di Roma, Le imagini de i dei de gli antichi e Aurora consurgens (attribuito a San Tommaso d’Aquino), denotando quindi una sua specializzazione in storia medievale esoterica, testi alchemici e opere ermetiche e simboliche.
Incredibile come questa storia richiami quanto accade nella mini serie TV dei primi anni 90s “Voci Notturne”, di Pupi Avati: nel primo episodio di questa, chiamata da molti appassionati la Twin Peaks italiana (il lavoro di Lynch e Frost è antecedente e sicuramente ci sono tributi a essa, oltre a essere richiamati episodi di cronaca nera nazionale), viene ritrovato il cadavere di un giovane annegato nel Tevere: le indagini e gli intrighi porteranno alla delineazione di un particolare caso di sacrificio umano, legato ad antichi culti risalenti all’antica Roma.
Viene da chiedersi - se di suicidio davvero non si tratta, data al momento la mancanza di indicazioni e segnali che potrebbero far indagare in questo senso - se sia stata applicata qui - per motivi sconosciuti ma magari attinenti agli interessi dello schivo e anziano ricercatore - la legge del contrappasso, che legherebbe quindi la sorte della vittima a qualcosa che la stessa ha fatto o sviscerato mentre era in vita, quindi in questo caso per analogia.