Un Cigno Nero in Medio Oriente

Posted on Mar 31, 2026

Un Cigno Nero: qualcosa ritenuto, almeno in passato, impossibile da riscontrare nella realtà… fino a quando non si è palesata davvero questa variante cromatica dell’elegante volatile, non ancora catalogata perché proveniente da remoti settori del pianeta. Collegando questa definizione - bisogna riconoscere che l’immagine che genera nella mente dona un certo senso di inquietudine, ancora prima di capire a cosa essa sia qui riferita - alle implicazioni della omonima teoria, che francamente ho scoperto solo oggi sotto questa etichetta, non può che salire più di un brivido per la schiena.

Un Cigno Nero si definisce quindi, per il pensiero del filosofo e matematico di origine libanese che lo ha teorizzato, ***Nassim Nicholas Taleb ***, uno scenario, un evento, quel realizzarsi inaspettato di qualcosa che fino a quel momento sfuggiva alla previsione e concezione generali, ma che, allo stesso tempo, mostra carattere estremo per la magnitudo dell’evento stesso e i risvolti associati a questo: gli ultimi decenni possono dare qualche (drammatico) esempio, a chiarirne il senso, a partire dagli eventi dell’11 Settembre 2001, la crisi finanziaria globale e l’altra e successiva crisi, questa volta sanitaria (ma non solo), da emergenza Covid-19. Risulta quindi chiaro che la caratteristica comune a tutti questi eventi è quella della natura estremamente catalizzante ed imprevedibile degli stessi, con conseguenze e ripercussioni di vasta ed imprevedibile portata globale e temporale. Accadimenti che fino a un attimo prima non avremmo mai pensato potessero davvero manifestarsi in tutto il loro peso, in tutta la loro drammaticità: uno tsunami destinato ad abbattersi sulle nostre vite… che però, una volta apparso, ha portato le persone a ricercarne una spiegazione, una motivazione plausibile ma allo stesso tempo postuma.

Come ho letto, il vizio insito nelle nostre vedute è che non tendiamo, normalmente, a vedere nel futuro qualcosa di troppo differente dal nostro passato, almeno sul tono della prevedibilità degli eventi e sul manifestarsi di anomalie, se posso definirle così, a livello di quella che ho già definito magnitudo dell’evento o scenario.

I due ordigni nucleari sganciati dagli USA sul Giappone nel ‘45 hanno rappresentato certamente un Cigno Nero, tale è stata la natura radicale dell’atto, unita al non così facilmente ritenerlo plausibile fino al drammatico concretizzarsi dell’atto. Il Medio Oriente è in fiamme, proprio in questo momento: l’aggressione israelo-statunitense all’Iran - effettuata in modo, se possibile, ancora più spregevole dato che, come già accaduto in passato, era in atto un tavolo negoziale tra le parti, si è rivelata ben presto un enorme pantano, delle sabbie mobili per gli aggressori stessi più che per l’aggredito - come giustamente ha raffigurato idealmente qualche analista - che ha posto le basi dello stallo attuale. Israele ha tutto l’interesse, da sempre, perché si perpetui un incessante stato emergenziale di conflitto con il nemico permanente ed essenziale, in modo da legittimare la chiamata all’intervento degli Stati Uniti nel teatro operativo della regione, favorire l’escalation e l’industria bellica e tecnologica che vive di guerra e di sterminio (basti citare l’uso a mezzo sperimentale e di test *pre-vendita

  • dell’armamentario israeliano sui palestinesi, prima di esportarlo in tutto il resto del mondo con la certificazione dell’uso sul campo), oltre al compiere ulteriori e spregiudicati passi verso la finalizzazione del piano millenarista riconducibile all’***Eretz Yisrael ***, il Grande Israele, ricercare l’egemonia totale in Medio Oriente e fare in modo che, ancora una volta, gli alti quadri governativi israeliani - nella fattispecie ***Netanyahu *** (anche se non si deve mai fare lo sbaglio madornale di legare le responsabilità delle efferatezze israeliane solo ed esclusivamente a lui, dato che esiste un sistema alle spalle, il Sionismo, unito all’appoggio quasi totale della popolazione radicalizzata dal sistema stesso) - non debbano preoccuparsi dei processi giudiziari a loro carico. Gli USA, da parte loro, si trovano a combattere una guerra che, come è stato più volte giustamente detto, “non è la loro guerra”: hanno saputo ben mostrare, loro malgrado, che non è tanto il cane che agita la coda ma il contrario. Combattono la guerra imposta loro, almeno per gran parte, da Israele e per gli interessi d’Israele: finalizzati questi alla sua esclusiva egemonia regionale, impregnata senza riserve ed alla nausea di quel funzionale *messianesimo *. Non esistevano rischi (fasulli, tra l’altro, come ampiamente relazionato dall’intelligence USA) di nucleare bellico iraniano, non esistono motivazioni preudo-etiche nonché ipocrite come la fantomatica liberazione degli iraniani dalla “spietata repressione teocratica” del loro governo tanto quanto il famigerato argomento del velo etc. Qui esistono solo assassinio politico, bombardamento di civili, tentativo di golpe, sabotaggio, infiltrazione e ricercata balcanizzazione: calza perfettamente, per gli aggressori, l’etichetta di terroristi.

Detto tutto questo: come si arriva al tema di questo post, relativo alla teorizzazione del Cigno Nero, in chiave di sviluppi inerenti il conflitto, sempre più allargato, in Medio Oriente?

Che possa non concretizzarsi mai, ma quello che rappresenta ben più di un timore fondato, esiste: gli USA e ampi settori dell’amministrazione Trump stanno perdendo la loro scommessa, il loro ingente rilanciare sul tavolo della spregiudicata e folle guerra che hanno partecipato a far nascere, seguendo nel baratro la loro coda israeliana ed esaurendo ogni possibile opportunità di uscirne salvando la faccia, ormai quasi del tutto persa agli occhi del mondo - perché il resto del mondo, come si dice, sta guardando - e ovviamente, come è logico che sia, ormai anche le pareti di questo palazzo hanno compreso quanto non ci si possa fidare di qualcuno che si arroga il diritto di essere allo stesso tempo negoziatore, belligerante, autoproclamato sceriffo internazionale - dall’alto di una posizione di “presunta” superiorità morale - nonché rapitore e criminale di guerra calpestante, come la sua degna coda del resto, sistematicamente ogni regola e codice internazionale esistente, nell’impunità e spregiudicatezza totale. Bene, lo spettro del potenziale e prossimo Cigno Nero qui è quello dell’uso dell’arma nucleare, per la prima volta dal non così lontano poi ‘45, su suolo iraniano. L’Iran ha dimostrato e sta dimostrando con forza qualcosa che nessuno in Occidente aveva previsto, meno che mai i rozzi e poco istruiti quadri statunitensi, ma che anche Israele ha dovuto constatare, a sue spese (caro buon vecchio Occidente: non capirai mai): la dignità e la capacità di resistere a una guerra nei confronti della quale loro si sono preparati per trenta anni, pur vivendo sotto il torchio delle ingiustificabili sanzioni e quindi in completa autonomia nazionale, usando la loro tecnologia missilistica di alto livello unita al vastissimo sistema di strutture sotterranee, assieme a una direi genetica resilienza all’aggressore. La vera loro - unica, fino a prova contraria - arma di massa è lo strangolamento di ***Hormuz ***, con il quale tengono in scacco non solo gli aggressori, ma buona parte della logistica mondiale.

La mancanza di obiettivi chiari e dichiarati, la totale assenza di un piano nonché di una logica nelle parole e scelte operate sul campo da parte di chi ha attaccato una nazione che non pensavano potesse difendersi attivamente come ha ben dimostrato (e pensiamo quanto sia poco quello che arriva relativo alle condizioni interne d’Israele, causa censura militare, riguardo i danni causati dalle ritorsioni iraniane), ho timore che possa porre, una volta esaurita ogni possibilità di ritirarsi con una ***exit-strategy *** decente e vagamente credibile, nella condizione di far detonare un ordigno nucleare - fosse anche tattico e isolato - come avvertimento finale all’Iran, con creazione di un precedente che ben rappresenterebbe certo un enorme, inquietante e terribile, Cigno Nero.