[Giacomo Gabellini] Epic Fury-Roaring Lion: dove porta l’attacco israelo-statunitense all’Iran
Inviato: 04 mar 2026, 17:04
Recentissimamente, l’ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, ha presentato il rapporto sulle prime 72 ore dell’Operazione Epic Fury, scatenata dagli Stati Uniti contro l’Iran in parallelo all’Operazione Roaring Lion israeliana.
Cooper ha spiegato che i raid condotti nel contesto di Epic Fury si sono concentrati sull’infrastruttura di comando e controllo dei Pasdaran, sui sistemi di difesa aerea, sui lanciatori di missili balistici, sui depositi di munizioni, su navi e sottomarini in dotazione alla marina militare, su siti missilistici antinave e su altri obiettivi disseminati in gran parte del territorio iraniano. La finalità di Epic Fury consiste nel «degradare la capacità dell’Iran di coordinare le operazioni e proiettare la forza in tutti i domini». I siti nucleari non sono elencati tra gli obiettivi di Epic Fury, sebbene alcuni di essi siano stati colpiti più o meno deliberatamente. Secondo Cooper, le forze statunitensi stanno attribuendo la priorità a bersagli in grado di rappresentare una “minaccia imminente”, sottolineando che l’intera Operazione Epic Fury verte sulla distruzione delle risorse che pongono Teheran nelle condizioni di lanciare attacchi missilistici, sostenere operazioni navali o dirigere risposte difensive. Il Centcom spiega che le oltre 1.700 sortite sono stare effettuate nei primi tre giorni hanno coinvolto una vasta gamma di apparecchiature militari statunitensi, quali bombardieri strategici B-1, B-2 e B-52, caccia F-35 e F-22, droni di vario tipo, gruppi di attacco delle portaerei. Quanto a Israele, il servizio stampa dell’Israeli Defense Force riferisce che, nei primi tre giorni di Operazione Roaring Lion, l’aeronautica militare ha effettuato oltre 1.600 sortite, sganciato circa 4.000 munizioni e distrutto circa 300 lanciatori iraniani. Come Teheran ha risposto a Epic Fury-Roaring Lion A sua volta, l’Iran ha colpito fin da subito con ondate continue di attacchi praticamente tutte le installazioni statunitensi in Medio Oriente, da quelle militari a quelle a doppio uso, oltre che le principali città israeliane. Anche le infrastrutture areali collegate alla produzione, allo stoccaggio e alla commercializzazione di petrolio e gas sono state bersagliate, con conseguente strozzatura dell’offerta energetica globale aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Attualmente, i prezzi stanno salendo alle stelle. Le autorità di Teheran hanno accusato Israele di aver condotto un attacco con droni contro strutture appartenenti al colosso petrolifero Saudi Aramco, nell’ambito di un’operazione sotto falsa bandiera che potrebbe essere replicata per colpire il porto emiratino di Fujairah. Alle accuse iraniane hanno fatto eco le dichiarazioni del giornalista Tucker Carlson, secondo cui i servizi di sicurezza di Arabia Saudita e il Qatar avrebbero proceduto all’arresto...
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Cooper ha spiegato che i raid condotti nel contesto di Epic Fury si sono concentrati sull’infrastruttura di comando e controllo dei Pasdaran, sui sistemi di difesa aerea, sui lanciatori di missili balistici, sui depositi di munizioni, su navi e sottomarini in dotazione alla marina militare, su siti missilistici antinave e su altri obiettivi disseminati in gran parte del territorio iraniano. La finalità di Epic Fury consiste nel «degradare la capacità dell’Iran di coordinare le operazioni e proiettare la forza in tutti i domini». I siti nucleari non sono elencati tra gli obiettivi di Epic Fury, sebbene alcuni di essi siano stati colpiti più o meno deliberatamente. Secondo Cooper, le forze statunitensi stanno attribuendo la priorità a bersagli in grado di rappresentare una “minaccia imminente”, sottolineando che l’intera Operazione Epic Fury verte sulla distruzione delle risorse che pongono Teheran nelle condizioni di lanciare attacchi missilistici, sostenere operazioni navali o dirigere risposte difensive. Il Centcom spiega che le oltre 1.700 sortite sono stare effettuate nei primi tre giorni hanno coinvolto una vasta gamma di apparecchiature militari statunitensi, quali bombardieri strategici B-1, B-2 e B-52, caccia F-35 e F-22, droni di vario tipo, gruppi di attacco delle portaerei. Quanto a Israele, il servizio stampa dell’Israeli Defense Force riferisce che, nei primi tre giorni di Operazione Roaring Lion, l’aeronautica militare ha effettuato oltre 1.600 sortite, sganciato circa 4.000 munizioni e distrutto circa 300 lanciatori iraniani. Come Teheran ha risposto a Epic Fury-Roaring Lion A sua volta, l’Iran ha colpito fin da subito con ondate continue di attacchi praticamente tutte le installazioni statunitensi in Medio Oriente, da quelle militari a quelle a doppio uso, oltre che le principali città israeliane. Anche le infrastrutture areali collegate alla produzione, allo stoccaggio e alla commercializzazione di petrolio e gas sono state bersagliate, con conseguente strozzatura dell’offerta energetica globale aggravata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. Attualmente, i prezzi stanno salendo alle stelle. Le autorità di Teheran hanno accusato Israele di aver condotto un attacco con droni contro strutture appartenenti al colosso petrolifero Saudi Aramco, nell’ambito di un’operazione sotto falsa bandiera che potrebbe essere replicata per colpire il porto emiratino di Fujairah. Alle accuse iraniane hanno fatto eco le dichiarazioni del giornalista Tucker Carlson, secondo cui i servizi di sicurezza di Arabia Saudita e il Qatar avrebbero proceduto all’arresto...Read more