[Assopace Palestina] Stop all’attacco all’Iran, l’Italia non dia le basi
Inviato: 04 mar 2026, 12:41
di Rete Pace e Disarmo. Sbilanciamoci, 28 febbraio 2026. Nel condannare con forza l’ennesimo passo verso il baratro, chiediamo al Governo italiano e a quelli della UE di dissociarsi da questa follia, di richiedere la convocazione immediata del Consiglio di Sicurezza dell’ONU e di interdire l’uso delle basi, dei porti e degli aeroporti alle forze armate degli Stati Uniti impiegate in questa guerra illegale.
Questa mattina, con un’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”, Israele e gli Stati Uniti hanno scelto la guerra. Bombe su Teheran, su Isfahan, su Karaj, su Qom. Esplosioni vicino al palazzo presidenziale, colonne di fumo nero nel cielo della capitale iraniana. Cittadini nei rifugi, ospedali evacuati, sirene d’allarme in tutto Israele mentre già partono i missili di risposta. L’intera regione mediorientale è di nuovo precipitata nel baratro.
Quello che è accaduto questa mattina è tanto più grave perché arriva nel momento peggiore possibile: mentre la diplomazia stava — faticosamente, ma concretamente — cercando una via d’uscita. Solo ieri, il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — aveva dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”. Dopo tre round di colloqui a Ginevra, con l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) direttamente coinvolta come osservatore tecnico, si intravedevano per la prima volta le condizioni per un’intesa: zero accumulo, zero stoccaggio, piena verifica internazionale. La questione del controllo del programma nucleare iraniano — che noi consideriamo cruciale, in quanto organizzazione aderente alla campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) e da sempre impegnata per un Medio Oriente libero da armi nucleari — stava trovando uno spazio negoziale reale.
Come Rete Italiana Pace e Disarmo, esprimiamo la nostra più ferma condanna per questo attacco militare. Ribadiamo con forza quanto già affermato nelle nostre recenti prese di posizione: basta guerre e bombe “in nome della libertà”. Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili.
L’attacco missilistico di USA e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed avviare in modo più esteso il proprio riarmo e rafforzare la repressione interna. Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Conquiste che si ottengono con la forza del diritto e non...
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Questa mattina, con un’operazione militare congiunta denominata “Ruggito del leone”, Israele e gli Stati Uniti hanno scelto la guerra. Bombe su Teheran, su Isfahan, su Karaj, su Qom. Esplosioni vicino al palazzo presidenziale, colonne di fumo nero nel cielo della capitale iraniana. Cittadini nei rifugi, ospedali evacuati, sirene d’allarme in tutto Israele mentre già partono i missili di risposta. L’intera regione mediorientale è di nuovo precipitata nel baratro.Quello che è accaduto questa mattina è tanto più grave perché arriva nel momento peggiore possibile: mentre la diplomazia stava — faticosamente, ma concretamente — cercando una via d’uscita. Solo ieri, il ministro degli Esteri dell’Oman Badr al-Busaidi — il principale mediatore nei negoziati tra Washington e Teheran — aveva dichiarato che l’Iran era pronto a rinunciare alle proprie scorte di uranio arricchito e aveva definito l’accordo di pace “alla nostra portata”. Dopo tre round di colloqui a Ginevra, con l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) direttamente coinvolta come osservatore tecnico, si intravedevano per la prima volta le condizioni per un’intesa: zero accumulo, zero stoccaggio, piena verifica internazionale. La questione del controllo del programma nucleare iraniano — che noi consideriamo cruciale, in quanto organizzazione aderente alla campagna ICAN (International Campaign to Abolish Nuclear Weapons) e da sempre impegnata per un Medio Oriente libero da armi nucleari — stava trovando uno spazio negoziale reale.
Come Rete Italiana Pace e Disarmo, esprimiamo la nostra più ferma condanna per questo attacco militare. Ribadiamo con forza quanto già affermato nelle nostre recenti prese di posizione: basta guerre e bombe “in nome della libertà”. Nessun obiettivo geopolitico giustifica la violenza militare e il suo inevitabile carico di morti, feriti e distruzione tra le popolazioni civili.
L’attacco missilistico di USA e Israele contro l’Iran non aiuterà le società civile iraniana a liberarsi del regime teocratico ma darà nuove motivazioni a Teheran per accelerare ed avviare in modo più esteso il proprio riarmo e rafforzare la repressione interna. Siamo con il popolo iraniano che da anni lotta in modo pacifico e nonviolento contro un regime teocratico e repressivo che non esita a uccidere i propri cittadini. A quel popolo va tutta la nostra solidarietà e vicinanza. La loro richiesta di libertà, diritti, giustizia, democrazia è la nostra stessa richiesta, comune a tutti i popoli che lottano per rompere le catene dell’oppressione e dell’ingiustizia, in ogni parte del mondo. Conquiste che si ottengono con la forza del diritto e non...
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