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[Giacomo Gabellini] Stati Uniti e Iran: il momento della verità

Inviato: 26 feb 2026, 17:03
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Le relazioni tra Stati Uniti e Iran sono appese a un filo. Mentre proseguono i colloqui in Oman, il Pentagono continua a inviare risorse in Medio Oriente, nell’ambito di quello che va configurandosi come il più imponente spiegamento di forze statunitensi dai tempi della seconda invasione dell’Iraq. Senonché, scrive il «Wall Street Journal» sulla base di confidenze rese da funzionari di alto livello di Washington, il generale Don Caine, Capo dello Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, avrebbe messo in guardia il presidente Trump sui rischi connessi allo scatenamento di una campagna militare su vasta scala contro l’Iran. ImmagineStati Uniti e Iran: il momento della verità 4 Il generale avrebbe «fornito un’analisi realistica» in merito alle possibilità di successo e delle conseguenze di un’azione militare fondata su due pilastri cruciali: le scorte di materiale militare – missili intercettori in primis – non sono ancora completamente ricostituite dopo anni di assistenza militare all’Ucraina e a Israele; un conflitto prolungato «potrebbe comportare costi significativi per le forze armate e le scorte di munizioni statunitensi».  Il presidente Trump ha seccamente smentito le indiscrezioni pubblicate dal «Wall Street Journal», attraverso il consueto post sul suo profilo Truth in cui si etichetta come «false al 100%» le valutazioni attribuite a Caine. Anche il vicepresidente Jd Vance avrebbe espresso preoccupazioni riguardo ai pericoli derivanti da un possibile scontro tra Stati Uniti e Iran. Secondo quanto riferito ad «Axios» da alcune fonti interne alla diplomazia statunitense, Vance avrebbe sollevato interrogativi sulla complessità e sulle possibili conseguenze dell’operazione, pur evitando di opporsi apertamente a un’azione militare.  Il vicepresidente auspica che i colloqui si risolvano in una svolta diplomatica, anche se all’interno dell’amministrazione sembra prevalere lo scetticismo circa le chance di addivenire ad un accordo. Anche il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe mantenuto una posizione prudente, senza schierarsi nettamente né a favore né contro un eventuale attacco. Chi deciderà il futuro dei rapporti tra Stati Uniti e Iran A far pendere l’ago della bilancia a favore o contro una guerra tra Stati Uniti e Iran saranno secondo il «Guardian» le opinioni dell’inviato speciale Steve Witkoff e, soprattutto, di Jared Kushner. Il genero del presidente è menzionato esplicitamente all’interno di un documento desecretato ai sensi dell’Epstein Files Transparency Act da una fonte confidenziale dell’Fbi, che lo qualifica come il «vero cervello del governo...

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