[Giacomo Gabellini] Jeffrey Epstein, crocevia della “super-classe” occidentale
Inviato: 22 feb 2026, 17:10
Nonostante il sostanziale silenzio mediatico, lo scandalo legato a Jeffrey Epstein continua a imperversare, mietendo vittime illustri in Paesi chiave come la Gran Bretagna e allargando la profonda frattura esistente all’interno della classe dirigente statunitense e allo stesso Partito Repubblicano. Al centro del dibattito si colloca il deputato repubblicano del Kentucky Thomas Massie, divenuto recentemente una voce critica nei confronti del presidente Donald Trump per la gestione della trasparenza sui file collegati alle indagini su Jeffrey Epstein, morto in carcere nel 2019 in circostanze molto misteriose. Secondo Michael Baden, il patologo assunto dagli eredi di Jeffrey Epstein, «la sua morte è stata molto probabilmente causata da una pressione per strangolamento piuttosto che da un’impiccagione». Massie ha attaccato duramente l’amministrazione Trump, definendola “Epstein administration” per via della gestione scandalosamente opaca – per usare un eufemismo – della documentazione inerente lo scandalo Epstein.
Jeffrey Epstein, crocevia della “super-classe” occidentale 10 L’ex rappresentante repubblicana Marjorie Taylor Greene, invece, ha dichiarato tempo addietro di aver ricevuto una telefonata dal presidente Trump in cui le chiedeva di non votare per la pubblicazione dei documenti riguardanti lo scandalo collegato a Jeffrey Epstein perché molti suoi amici ne sarebbero stati pesantemente danneggiati. Al pari della Greene, Massie ha accusato Trump di esser venuto meno agli impegni presi in materia di trasparenza e chiarezza, procedendo alla rimozione e alla manomissione di documenti reputati “significativi” prima che i membri del Congresso potessero visionarli integralmente proprio a causa degli stretti legami intercorrenti tra Epstein e agenzie di intelligence sia nazionali (Cia) che israeliane (Mossad). «I file Epstein vengono bloccati perché Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana. E perché coinvolgono miliardari e donatori politici che sono amici del presidente Trump», ha affermato Massie. Nel mirino di Massie è finita anche la chiacchieratissima e discussa procuratrice generale Pam Bondi, per la sua riluttanza a rendere pubblici i documenti relativi alle indagini su Jeffrey Epstein e sui suoi collaboratori. Molti elementi di spicco del movimento Make America Great Again (Maga) come Erick Eickson, Tim Pool e Nick Fuentes invocano il licenziamento di Pam Bondi, contestando a lei e anche al direttore dell’Fbi Kash Patel una condotta talmente inadeguata da risultare perfino...
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Jeffrey Epstein, crocevia della “super-classe” occidentale 10 L’ex rappresentante repubblicana Marjorie Taylor Greene, invece, ha dichiarato tempo addietro di aver ricevuto una telefonata dal presidente Trump in cui le chiedeva di non votare per la pubblicazione dei documenti riguardanti lo scandalo collegato a Jeffrey Epstein perché molti suoi amici ne sarebbero stati pesantemente danneggiati. Al pari della Greene, Massie ha accusato Trump di esser venuto meno agli impegni presi in materia di trasparenza e chiarezza, procedendo alla rimozione e alla manomissione di documenti reputati “significativi” prima che i membri del Congresso potessero visionarli integralmente proprio a causa degli stretti legami intercorrenti tra Epstein e agenzie di intelligence sia nazionali (Cia) che israeliane (Mossad). «I file Epstein vengono bloccati perché Jeffrey Epstein aveva stretti rapporti con l’intelligence israeliana e con quella americana. E perché coinvolgono miliardari e donatori politici che sono amici del presidente Trump», ha affermato Massie. Nel mirino di Massie è finita anche la chiacchieratissima e discussa procuratrice generale Pam Bondi, per la sua riluttanza a rendere pubblici i documenti relativi alle indagini su Jeffrey Epstein e sui suoi collaboratori. Molti elementi di spicco del movimento Make America Great Again (Maga) come Erick Eickson, Tim Pool e Nick Fuentes invocano il licenziamento di Pam Bondi, contestando a lei e anche al direttore dell’Fbi Kash Patel una condotta talmente inadeguata da risultare perfino...Read more