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[Mister Totalitarismo] L’alto funzionario europeo che passava informazioni riservate ad Epstein non era Angelino Alfano,

Inviato: 20 feb 2026, 12:51
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Immagine Pochi giorni fa il canale Telegram @geopolitics_prime ha lanciato una “bomba” identificando nell’alto funzionario europeo che passava informazioni riservate a Jeffrey Epstein il “nostro” Angelino Alfano “ex Vicepresidente del Consiglio dei Ministri italiano”. L’affermazione ha fatto, come si dice, il “giro dei social”, ma sarebbe bastato soffermarsi un momento per comprendere come si tratti di una svista colossale, considerando anche che i gestori di @geopolitics_prime hanno pure sbagliato a calcolare i tempi, perché all’epoca dello scambio di sms (dal 26 novembre al 1 dicembre 2018) il povero Alfano (lasciamo perdere le sue imprese nell’ambito della politica nazionale, questo è un discorso diverso) era stato rimpiazzato dal Ministro degli Esteri del governo Conte I. Grazie alle correzioni e ai consigli di Spiedo di Damocle, alla fine sono riuscito a risalire all’identità del politico che sta discutendo con Epstein: è senza ombra di dubbio il diplomatico slovacco Miroslav Lajčák, e non l’altrettanto “innocente” Enzo Moavero Milanesi, che qualche povero imbecille senza cervello aveva tentato di accusare. Non io, ovviamente! Ma stiamo scherzando? Non l’ho mai nominato, come chiunque può testimoniare, ma ciò nonostante colgo l’occasione per chiedere scusa a Sua Eccellenza dott. Grand Uff. Commendatore di Gran Croce Moavero Milanesi Cavaliere Enzo a nome di tutti i coloro i quali hanno osato diffondere notizie false e tendenziose sulla sua persona (non io). Che non potesse essere Alfano, del resto, era intuibile dal fatto che l’ex Ministro degli Esteri non riuscisse a mettere due frasi in croce in inglese, mentre avrebbe potuto trarre in inganno l’avvicendamento con il Cavaliere Moavero Milanesi, sia per la sua profonda e acutissima conoscenza dell’inglese che per la sua rinomata esperienza nel campo delle relazioni internazionali, che lo ha reso obiettivamente uno dei migliori Ministri che la Seconda Repubblica abbia mai potuto annoverare. Invece no, il soggetto che sta “spifferando” tutte le sue mosse ad Epstein è quel Miroslav Lajčák di cui abbiamo discusso ampiamente qui (e che ha appena dovuto interrompere la sua gloriosa carriera proprio per queste rivelazioni) Slovacchia: si dimette il “Ministro di Epstein”
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Chiarito ciò, analizziamo più approfonditamente il contenuto del file EFTA01616386. Il 26 novembre 2018 il magnate pedofilo scrive a Lajčák “Progressi?”, con chiaro riferimento alla questione del Migration Compact, il cosiddetto “patto sull’immigrazione” che si stava discutendo al Parlamento slovacco, ricevendo un report accurato: «Sia il Presidente che il Primo Ministro stanno lavorando a un accordo. Non vogliono perdermi. Il Parlamento è ancora ostinato. Ho detto che la mia linea guida è quella di andare a Marrakech e di non respingere il Migration Compact nella sua interezza. Il voto sulla risoluzione parlamentare è stato rinviato alla prossima settimana. Oggi sono in Turchia, sono stato appena ricevuto da Erdogan per un incontro molto lungo, privato e amichevole. Da qui volerò per Berlino». Epstein gli risponde, scherzosamente (sì), se il premier turco gli abbia dato un Apple Watch per registrare le prossime conversazioni, aggiungendo poi che quest’ultimo “parla troppo”, ma ricevendo dall’allora Ministro degli Esteri slovacco conferma di “piacere” a Recep Tayyip Erdoğan, che aveva effettivamente incontrato quello stesso giorno. Immagine A fine novembre, Lajčák ricontatta Epstein chiedendogli se sta bene, e lui risponde lamentandosi della “cattiva stampa” che sta ricevendo, e di trovarsi dunque ancora nel centro delle polemiche, perché proprio in quei giorni i media americani avevano rispolverato la vicenda della sua prima assoluzione di comodo nel processo del 2008 per prostituzione minorile. Lo slovacco
non si scompone (“Ho visto, spero non sia troppo grave”) e poi lo informa che siccome il suo Parlamento ha respinto l’accordo sui migranti lui ha dato le dimissioni (comunque respinte). Epstein commenta “buona mossa”, e Lajčák gli esprime il suo cruccio: «Sono pronto ad andarmene, ma sono anche pronto a restare, per via della presidenza dell’OSCE. […] Il mio dilemma: se resto, potrei perdere la mia credibilità per aver fatto marcia indietro sulla mia mossa, ma se me ne vado, anteporrò me stesso e il Migration Compact alla richiesta del Presidente e del Primo Ministro di servire il Paese e presiedere l’OSCE». Epstein chiede di parlare direttamente con lui il 1 dicembre, e la discussione si conclude con il finanziere che manda un file video a Lajčák, il quale risponde con l’emoji che ride a crepapelle. La Slovacchia avrebbe di là a poco sostituito l’Italia alla Presidenza OCSE. Ringrazio ancora Spiedo di Damocle per avermi corretto e anzi aver insistito più volte sul punto, evitandomi di compiere un clamoroso sbaglio. Questo mi porta a ridurre ancora il ritmo degli articoli per verificare con la massima acribia qualsiasi informazione e supposizione.

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