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[Mister Totalitarismo] Andres Serrano rischia di affogare nel piscio per la sua amicizia con Epstein

Inviato: 19 feb 2026, 10:26
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I rapporti tra Jeffrey Epstein e il fotografo Andres Serrano, noto al pubblico internazionale per aver immerso un crocifisso in un bicchiere di piscio, fino alla pubblicazione degli ultimi Files non aveva ancora contorni ben definiti: si credeva a una frequentazione “obbligata” dalla continuità degli ambienti, quelli della deboscia newyorchese, in cui si muovevano entrambi i personaggi. D’altro canto, lo stesso Serrano nel settembre 2025 si era permesso di parlare con frivolezza di un ritratto che Epstein stesso gli aveva commissionato, peraltro realizzato nel 2019, poco prima che venisse arrestato. Giustamente, in quell’occasione gli intervistatori di “Sky News” gli avevano chiesto il motivo per cui avesse deciso di immortalare un finanziere già condannato per prostituzione minorile, e Serrano, con una vaghezza incredibile, aveva risposto che “era da 23 anni” che Epstein gli chiedeva un ritratto fotografico e che lui infine avrebbe accettato solo in cambio del dono di una scultura di proprietà di quest’ultimo, una statua della Vergine Maria risalente al XVI secolo che sarebbe stata proprio bene nel suo soggiorno. Immagine Infine, Serrano se n’era uscito con affermazioni obiettivamente incredibili: «Jeffrey Epstein si starà rivoltando nella tomba dalle risate perché si parla ancora di lui. Non era un tipo interessante. A parte il fatto di essere un pedofilo, non c’era nulla in lui che avrebbe dovuto renderlo così interessante a così tante persone. […] Sono rimasto scioccato quando ho saputo che era stato smascherato e incriminato come pedofilo. [Io e mia moglie] non abbiamo mai intuito questo lato di Epstein, a me sembrava il classico tipo che non lavorava mai e passava il suo tempo a divertirsi e andare in vacanza“. E aveva, con pochissima lungimiranza, concluso in tal guisa: «La storia [di Epstein] prima o poi si sgonfierà. È un po’ come l’assassinio di Kennedy. La gente è ossessionata da teorie del complotto da anni. È una storia che va e viene, ma credo che prima o poi, forse presto, la storia di Epstein verrà sepolta, insieme a Epstein stesso». Nonostante abbia cercato di prendere le distanze, gli ultimi documenti desecretati dimostrano una sua frequentazione pluridecennale dell’ex affarista, che sembra girare proprio attorno a quella benedetta statua della Madonna, talmente ambita dal fotografo da “costringerlo” ad andare e venire dalla residenza di Manhattan di Epstein. In verità non emerge alcun illecito, ma il danno di immagine è evidente nel momento in cui, per fare un esempio, Serrano era in rapporti così stretti con il “mecenate” da potergli esprimere in privato la sua simpatia per Donald Trump: nell’ottobre 2016, sull’onda dell’indignazione sulle frasi sessiste dell’allora candidato repubblicano, il fotografo aveva scritto al suo amico “volevo votare contro di lui, ma sono così disgustato dall’indignazione [per le sue frasi…] che potrei dargli il mio voto per solidarietà“. Non c’è solo questo: dall’epistolario emerge un legame molto stretto e caratterizzato dallo scambio continuo di cortesie e favori. Nel maggio 2012, Serrano scrive a Epstein quanto segue [EFTA01883423]: «Caro Jeffrey, grazie per i piacevoli momenti trascorsi assieme e per avermi fatto fare il tour della tua residenza! Ripensando alla tua monumentale scalinata, sono convinto che qualche mia opera ci starebbe benissimo e sarebbe spettacolare. Ti mando sei opere d’arte. Sono dei “classici” di Serrano [sta parlando di sé in terza persona, ndt]. Tutti fluidi corporei. Due di queste, Semen and Blood e Piss, furono usate dai Metallica come copertine degli album Load e Reload, perché il gruppo le ammirava moltissimo. Ti suggerisco di scegliere tre delle seguenti immagini e di creare un’installazione unica sulle tre pareti, riempiendole completamente. Non solo saranno fantastiche, ma avrai anche qualcosa degno di un museo. Cordiali saluti, Andres». I “capolavori” a cui si riferisce, fotografie artistiche di sangue e sperma risalenti alla fine degli anni ’80, sono appunto note al grande pubblico per esser state scelte dal gruppo heavy metal di Los Angeles come copertine dei loro dischi più venduti. Immagine Epstein, come prevedibile è attratto dal tema “sangue e sperma”, ma preferirebbe qualcosa di originale progettato proprio per quello spazio. Probabilmente, da persona umile quale era, stava già pensando a una sua gigantografia. Serrano è tutt’altro che contrariato dalla proposta e si prodiga per accontentare il committente. Nel giugno 2012, un’assistente scrive ad Epstein per avvertirlo che Serrano l’ha contattato sia per comunicargli di aver fotografato Alex Castro, il figlio di Fidel, e di essere pronto a immortalare anche il Líder Máximo, ma che per farlo dovrebbe fermarsi in po’ di più e che dunque avrebbe bisogno di soldi: «Chiede se potresti aiutarlo. Ha bisogno di circa 5000-6000 dollari in contanti». Ed Epstein, laconico, invita a mandargli 5k [EFTA02556188]. Anche qui, nulla di “incriminante”, ma è innegabile che di solito i prestiti si chiedono a persone con cui si è in grande confidenza, soprattutto in ambienti dove si può cadere facilmente in disgrazia per qualche pettegolezzo di troppo. Infatti, qualche mese dopo, Serrano invita Epstein a un’esposizione newyorchese della sua famigerata opera Piss Christ, comunicandogli giulivo che “Ci sarà anche la Catholic League a protestare!”. Il magnate risponde di trovarsi nei Caraibi e che si vedranno al suo ritorno [EFTA02007278]. Immagine A proposito di cattolicesimo, il 18 settembre 2015 si toccani vari livelli di assurdità: Andres Serrano chiede ad Epstein se può organizzare un incontro con Papa Bergoglio per lui e sua moglie. E l’ex affarista, che non si sa bene a quale titolo possa gestire così agilmente i rapporti col Vaticano, risponde che la “lista” è già piena ma che “chiederà” di aggiungere un posto [EFTA00645928]. Per la cronaca, nel giugno 2023 Serrano verrà invitato assieme a circa 200 artisti da tutto il mondo a un incontro con Papa Francesco nella Cappella Sistina per celebrare il 50° anniversario della Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea dei Musei Vaticani. Il fotografo ha poi dichiarato di aver chiesto la benedizione al Pontefice, che gli ha stretto la mano, gli ha sorriso e gli ha anche fatto il gesto del “pollice in su”, che il fotografo ha interpretato come un segno di apprezzamento e come conferma che la Chiesa vede la sua arte come espressione cristiana. Contenti tutti? Immagine Per concludere la rassegna dei contatti che finora emersi, ci si avvicina al momento in cui Epstein sta per ottenere il suo “ritratto fotografico” in cambio della consegna della Madonna statue tanto ambita da Serrano, e riguardo la quale si accordano per la consegna [EFTA02247684]. Nel luglio 2018, un mese dopo quello scambio di email, Epstein, cogliendo l’occasione per un trasloco, gli offre un’altra statua -in legno- della Vergine, Serrano accetta e lo invita nel suo studio per fotografarlo. Epstein allora gli chiede se si sta godendo “la loro ragazza” [hope you are enjoying our girl]. Starà parlando quasi sicuramente della scultura che gli ha già fatto recapitare…? [EFTA01005613]. Offriamo, infine, qualche informazione di contorno: nell’ambito della discussione sulle elezioni americane, dopo che Epstein ha risposto con scetticismo sulla sua “sparata” riguardo al votare Trump, Serrano replica che nessuna delle due scelte sarebbe buona, e immediatamente dopo gli manda delle immagini da una sua mostra dedicata al tema “tortura” (Torture, appunto) che ha appena tenuto a Derry nell’Irlanda del Nord e che ritrae soggetti di questo tipo [EFTA01742782]: Immagine L’esibizione veniva all’epoca così descritta dalla stampa irlandese: «Nell’ultimo anno […] Serrano ha assunto il ruolo di “torturatore”. Utilizzando una fonderia locale [a Maubourguet, in Francia] come black site (un termine che ha acquisito notorietà per descrivere le prigioni segrete gestite dalla CIA durante la Guerra al Terrore), ha fotografato più di 40 modelli in posizioni improvvisate, con strumenti di tortura prodotti in loco dagli abitanti del posto. Le immagini risultanti evocano deliberatamente una serie di punti di riferimento angoscianti, che vanno dai campi di concentramento nazisti ai centri di detenzione iracheni. Nella serie è inclusa The Hooded Men, una serie di quattro immagini di uomini sottoposti a tortura nell’Irlanda del Nord nel 1971. Nonostante il suo contenuto, è soprattutto l’inclusione delle sue precedenti immagini considerate blasfeme che ha portato la mostra di Serrano a essere condannata dalle organizzazioni religiose locali di Derry». È noto, del resto, l’attrazione di Serrano per temi legati alla violenza e alla morte, come testimonia una delle sue “serie” più crude e discusse, The Morgue del 1992 (esposta in mezzo mondo), nella quale vengono ritratti decine di cadaveri smembrati o anche in decomposizione con annessa legenda sulla causa di decesso, come suicidio per avvelenamento, “pestaggio letale” o altro (consiglio la visione solo a chi non è debole di stomaco). Lascio ai lettori speculare se questo potrebbe rappresentare un interesse in comune con il “mecenate”. Un altro aspetto suggestivo della liaison è rappresentato dal fatto che negli ultimi anni Serrano sembra esser diventato, sempre con tono sommesso per non “bruciarsi”, un sostenitore di Trump, non solo tramite dichiarazioni contro il pericolo di censura rappresentato dal “politicamente corretto”, ma anche con la proposta, per la prossima Biennale di Venezia, di rappresentare gli Stati Uniti con un padiglione tutto dedicato al Presidente repubblicano, una sorta di installazione-mausoleo dove verrà esposta una collezione di cimeli in gran parte recuperati su eBay con un investimento di 200.000 dollari. Nella stessa occasione, Serrano è anche interessato a proiettare il suo Insurrection, un cortometraggio da egli prodotto nel 2022 sull’assalto al Campidoglio (raccontato con entusiasmo dalla stampa internazionale ma che a quanto pare nessuno deve aver visto), che l’artista descrive come “uno dei film più violenti e controversi mai realizzati”.
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Anche questo può non voler dire nulla, ma è comunque sospetto che Serrano, negli stessi anni in cui Epstein intrallazzava con Steve Bannon per un “nuovo ordine globale” dove egli avrebbe svolto il ruolo di eminenza grigia, fosse dedito a “lisciarlo” con la prospettiva che Trump potesse rappresentare almeno un male minore. D’altro canto, in cauda venenum si può osservare che nelle dichiarazioni inziali riportate, Serrano considera “potenzialmente interessante” Epstein solo nella prospettiva in cui egli fosse un “pedofilo”: chissà se avesse scoperto questo aspetto della sua personalità, quali foto avrebbe potuto scattare

Source: https://www.totalitarismo.blog/andres-s ... n-epstein/