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[Giacomo Gabellini] Guerra contro l’Iran: gli Stati Uniti varcheranno il Rubicone?

Inviato: 20 feb 2026, 17:05
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Dopo aver incontrato il primo ministro Netanyahu per la settima volta dal suo secondo insediamento alla Casa Bianca, il presidente Trump ha dichiarato che nei prossimi dieci giorni si saprà se Washington e Teheran saranno riusciti a trovare o meno un accomodamento che scongiuri la guerra contro l’Iran. Per Trump, «è il momento per l’Iran di unirsi a noi su un percorso che completerà ciò che stiamo facendo. Se si uniranno a noi, sarà fantastico. Se non si uniranno a noi, sarà fantastico lo stesso. Solo che sarà un percorso molto diverso. Non possono continuare a minacciare la stabilità dell’intera regione. Devono accettare un accordo. Altrimenti, se ciò non avviene, accadranno cose brutte». Per “unirsi agli Stati Uniti”, l’Iran dovrebbe a quanto pare accettare il sostanziale abbandono del programma nucleare, il netto ridimensionamento e depotenziamento delle proprie capacità missilistiche e lo smantellamento dell’“Asse della Resistenza”. Condizioni che sia la Guida Suprema Khamenei che il ministro degli Esteri Araghchi hanno qualificato immediatamente come irricevibili. La distanza tra le parti sembra insomma difficilmente colmabile, cosa che apre inesorabilmente il varco alla prospettiva della guerra contro l’Iran. Secondo quanto riportato dal «Wall Street Journal», l’amministrazione Trump starebbe valutando un attacco militare limitato all’Iran per fare pressione su Teheran affinché accetti un accordo sul nucleare. Il piano in questione prenderebbe di mira un numero limitato di siti militari o governativi, con possibilità di escalation qualora il governo di Teheran si mostrasse poco collaborativo. Segno che, riferisce «Yedioth Ahronoth» sulla base di confidenze rese da fonti interne agli apparati di sicurezza israeliani, gli Stati Uniti si starebbero preparando a gestire lo scenario più impegnativo: quello di una guerra contro l’Iran che potrebbe richiedere intere settimane, intesa a colpire il programma missilistico dell’Iran, esponenti verticistici del corpo dei Pasdaran e addirittura figure chiave dell’apparato istituzionale iraniano. ImmagineGuerra contro l’Iran: gli Stati Uniti varcheranno il Rubicone? 4 Le fonti israeliane sostengono che l’imponente dispiegamento di forze statunitensi nella regione mediorientale non rappresenti soltanto uno strumento di pressione diplomatica, ma anche e soprattutto una preparazione alla guerra contro l’Iran. Con conseguenze potenzialmente catastrofiche non soltanto per il ristretto teatro mediorientale. Chi è a favore e chi contro la guerra contro l’Iran Israele, dal canto suo, continua ad attrezzarsi per compartecipare a una eventuale guerra contro l’Iran, innalzando parallelamente il livello di allerta per temperare gli effetti delle pesanti ritorsioni iraniane che si scatenerebbero sullo Stato ebraico a fronte di un’aggressione degli Usa. In risposta alla quale, è praticamente scontato che Hezbollah, gli Houthi e perfino le milizie sciite irachene decreterebbero la propria discesa in campo. Da un recentissimo sondaggio realizzato da «Channel 12» e citato dal «Times of Israel» è emerso che il 59% dei cittadini israeliani interpellati si dichiarava favorevole alla partecipazione del proprio Paese a una guerra contro l’Iran. Posizioni diametralmente opposte sono state assunte dai principali attori regionali: dall’Arabia Saudita all’Egitto, dalla Turchia al Qatar, dall’Oman al Kuwait. Secondo un’analisi formulata dalla Chatham House, «l’opinione prevalente nella regione mediorientale è che la minaccia iraniana sia stata sopravvalutata e quella israeliana sottovalutata. Quanto meno i leader della regione si mostreranno percettivi alla supposta “minaccia iraniana”, tanto più si sentiranno minacciati da Israele e cercheranno di controbilanciarne il potere». Quanto al presidente Trump, invece, sono in molti a sospettare una sua vulnerabilità alle sollecitazioni israeliane, in linea con quanto emerso dal contenuto di un documento desecretato nell’ambito dell’Epstein Files Transparency Act in cui una fonte confidenziale dell’Fbi afferma che il magnate «è stato compromesso da Israele e il genero Jared Kushner è il vero cervello della sua presidenza». La Gran Bretagna, il cui governo è da tempo ai ferri corti con l’amministrazione Trump rispetto a una molteplicità di temi, sembra essersi schierata a fianco dei Paesi mediorientali che intendono scongiurare una guerra contro l’Iran. Stando a quanto riferito dal «Telegraph», il primo ministro Starmer avrebbe infatti – almeno per ora – negato all’amministrazione Trump il placet per utilizzare le basi militari della Royal Air Force (Raf) nell’Oceano Indiano.
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Salvo Ardizzone ImmagineGuerra contro l’Iran: gli Stati Uniti varcheranno il Rubicone? 5 Consulente societario e saggista specializzato in questioni mediorientali. È autore di numerosi volumi, tra cui Unipolarismo vs multipolarismo. Una visione geopolitica non asservita (Passaggio al Bosco, 2022), Ecologia vs natura. Un percorso per il ritorno all’umano (Passaggio al Bosco nel 2023), Medio Oriente. Dall’egemonia Usa alla resistenza islamica 1945-2006 (Arianna editrice, 2021), Medio Oriente. Risveglio islamico e false primavere (Arianna Editrice, 2022), Medio Oriente. La guerra in Siria, la Resistenza Islamica Palestinese (Arianna Editrice, 2024). SOSTEGNO ImmagineGuerra contro l’Iran: gli Stati Uniti varcheranno il Rubicone? 6 I MIEI LIBRI
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