[Giacomo Gabellini] La Russia sta svendendo i Brics per accordarsi con gli Usa?
Inviato: 16 feb 2026, 17:07
In una recente intervista a «Brics Tv», il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha liquidato l’attuale linea operativa seguita dall’amministrazione Trump come «puro bidenismo». Un’espressione che, nelle intenzioni del massimo esponente della diplomazia russa, non si configura come uno slogan ma come una precisa diagnosi politica: dietro le dichiarazioni concilianti si nasconde la continuità di una strategia ostile, composta da sanzioni, pressioni e sabotaggio sistematico di ogni tentativo di cooperazione reale. Cosa c’è dietro le dichiarazioni rese da Lavrov a «Brics Tv» Nell’intervista a «Brics Tv», Lavrov ha affermato che, dopo Anchorage gli Stati Uniti avevano messo sul tavolo una proposta concreta sul dossier ucraino. Mosca l’aveva accettata, convinta che da lì potesse partire un percorso di normalizzazione. «Il problema doveva essere risolto», ha ricordato il ministro. Invece, a suo giudizio, Washington ha innestato la retromarcia, abbandonando gli accordi e tornando a una politica di contenimento che ignora deliberatamente gli interessi di sicurezza russi.
La Russia sta svendendo i Brics per accordarsi con gli Usa? 27 Sempre nell’intervista a «Brics Tv», Lavrov ha asserito che, «ad Anchorage. abbiamo accettato la proposta degli Stati Uniti […]. La loro posizione era importante per noi. Accettando la loro proposta, sembrava che avessimo risolto la questione ucraina e dovessimo passare a una cooperazione a tutto tondo, ampia e reciprocamente vantaggiosa. Finora, nella pratica, sembra avvenire tutto il contrario». «Vengono introdotte nuove sanzioni, viene organizzata una “guerra” contro le petroliere in mare aperto in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare», ha aggiunto Lavrov. Negli scorsi mesi, Lavrov aveva già criticato l’amministrazione Trump accusandola di non seguire “nella pratica” gli impegni assunti in Alaska lo scorso agosto. Ma questa volta i toni sono più assertivi, le accuse più circostanziate, l’atteggiamento maggiormente improntato a fatalismo e disillusione. Resta da verificare se l’inequivocabile presa di posizione di Lavrov alla emittente di riferimento dei Brics sconti o meno il consenso del presidente Putin e della quota maggioritaria dei decisori di Mosca. L’assenza del ministro degli Esteri russo alle recenti trattative con gli Stati Uniti è stata rilevata da una moltitudine di osservatori internazionali, e interpretata da testate come il «Financial Times» e il «Moscow Times» come il risultato di profonde divergenze con il vertice supremo del Cremlino riguardo alla postura da tenere in sede negoziale. Collocato isolatamente su posizioni contrarie allo scatenamento dell’Operazione Militare Speciale in Ucraina nel febbraio 2022, Lavrov avrebbe secondo questa lettura sviluppato una visione sempre più intransigente. I siloviki che all’epoca premevano per l’invasione dell’Ucraina, invece, avrebbero notevolmente stemperato il tono delle rivendicazioni, persuadendo Putin ad aderire alla linea “aperturista” rappresentata da Kirill Dmitriev. In conformità alla quale, la Russia avrebbe abbassato le pretese sull’Ucraina in cambio di proposte statunitensi su progetti economici comuni, graduale reintegro della Russia nel sistema economico mondiale e gestione ‟condominiale” delle aree di tensione. In questo contesto si colloca la mancata proroga del Trattato New Start, l’intesa siglata a Praga l’8 aprile del 2010 dagli allora presidenti Barack Obama e Dmitrij Medvedev che limitava i vettori schierabili dai due Paesi contraenti – che controllerebbero una quota compresa tra l’85 e il 90% delle armi atomiche detenute a livello globale – al 30% circa della loro capacità massima. Per la prima volta dal 1972, non sussiste alcun limite previsto da trattati internazionali allo sviluppo e allo schieramento di armi nucleari strategiche. Stando a quanto riportato dal «New York Times», l’amministrazione Trump starebbe addirittura valutando la possibilità di dispiegare ulteriori armi nucleari e condurre test sotterranei. Sullo sfondo, è andata in scena l’appuntamento annuale della Conferenza per la Sicurezza di Monaco, risoltasi in uno show ignominioso di autoreferenzialità, suprematismo e nostalgia per i bei tempi andati in cui l’Occidente saccheggiava impunemente e con grande disinvoltura il resto del mondo.
https://www.youtube.com/embed/XBS_QSKHh ... ure=oembed
Francesco Dall’Aglio
La Russia sta svendendo i Brics per accordarsi con gli Usa? 28 Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room». È coautore del volume, scritto assieme a Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023). SOSTEGNO
La Russia sta svendendo i Brics per accordarsi con gli Usa? 29 I MIEI LIBRI https://amzn.to/3S77B0s L'articolo La Russia sta svendendo i Brics per accordarsi con gli Usa? proviene da Il Contesto.
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Francesco Dall’Aglio
La Russia sta svendendo i Brics per accordarsi con gli Usa? 28 Medievista, saggista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al Dipartimento di Storia Medievale dell’Accademia delle Scienze di Sofia e gestore del canale Telegram «War Room». È coautore del volume, scritto assieme a Carlo Ziviello, Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba (Ad Est dell’Equatore, 2023). SOSTEGNO
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