[Giacomo Gabellini] I leader europei umiliati anche da Zelensky
Inviato: 31 gen 2026, 17:01
Archiviata la “pratica Groenlandia” con un accordo implicante la cessione agli Stati Uniti dei diritti minerari e della sovranità su alcune aree dell’isola dove dovrebbero sorgere basi miliari, il presidente Trump ha ripreso il filo del discorso pronunciato giorni prima a Davos per rivolgere nuovamente aspre critiche agli altri Paesi europei membri della Nato. Questi ultimi sono stati accusati di aver sistematicamente evitato di soddisfare i requisiti di spesa militare previsti dallo statuto dell’Alleanza Atlantica, oltre che di aver fornito un supporto insufficiente alle truppe statunitensi impegnate nella ventennale guerra in Afghanistan. Nello specifico, Trump ha dichiarato a «Fox News» che i governi europei «dicono di aver inviato truppe in Afghanistan, e lo hanno fatto, ma sono rimasti un po’ indietro, un po’ lontani dalle linee del fronte. Non ne abbiamo mai avuto bisogno. Non abbiamo mai chiesto loro nulla». Le reazioni di condanna suscitate in seno agli apparati dirigenziali europei dalle dichiarazioni estremamente offensive e irrispettose formulate da Trump non si sono spinte oltre il livello prettamente verbale, con qualche protesta rapidamente rientrata. L’affondo di Zelensky contro gli europei Un atteggiamento ancor più passivo si è registrato di fronte agli attacchi al vetriolo sferrati ancora una volta all’indirizzo dei leader europei dal presidente Zelensky, che sempre dal palco di Davos ha dichiarato che «Maduro è sotto processo a New York, ma Putin non lo è. Siamo al quarto anno della più grande guerra in Europa dalla Seconda guerra mondiale, e l’uomo che l’ha iniziata non soltanto è libero ma combatte ancora per riavere i suoi soldi congelati in Europa».
«E sapete una cosa? Sta avendo anche un certo successo. È la verità. È Putin che cerca di decidere come utilizzare i beni russi congelati – non chi avrebbe il potere di punirlo per questa guerra. Fortunatamente l’Unione europea ha deciso di congelare quegli asset a tempo indeterminato – e gliene sono grato: grazie Ursula, grazie António, grazie a tutti i leader che lo hanno reso possibile». «Ma quando è arrivato il momento di usare quei fondi per difendersi dall’aggressione russa, la decisione è stata bloccata. Putin è riuscito a fermare l’Europa». Come si legge su «Analisi Difesa», «con la faccia di bronzo che ha in più occasioni ostentato, il “grande venditore di Kiev” continua a battere cassa ma lo fa in modo sgradevole, con nazioni che hanno accolto e mantengono milioni di rifugiati ucraini e tengono in vita milioni di ucraini rimasti in patria oltre a sostenere le forze armate di Kiev in una guerra che non possono vincere». L’Unione Europea «non poteva sequestrare i beni russi perché farlo è illegale, Mosca avrebbe fatto cause miliardarie a banche e nazioni e nessuno avrebbe più investito in Europa». «Gli europei hanno però deciso di indebitarsi per 90 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina oltre ai 100 miliardi di dollari di armi americane che gli alleati della NATO si sono impegnati a comperare per armare gli ucraini». «Che il sostegno incondizionato a Kiev dopo 4 anni di guerra rappresenti una politica disastrosa per gli europei, che continuano a scavarsi la fossa con le loro mani, è una opinione ampiamente sostenuta da chi scrive questo articolo, ma ciò detto delle lezioni di grande finanza del professor Zelensky ne facciamo volentieri a meno. Anche alla luce delle gigantesche dimensioni della corruzione in Ucraina». Parallelamente, il Pentagono ha emanato la National Defense Strategy, che coerentemente con le anticipazioni fornite da «Politico» e dal «Washington Post» lo scorso settembre e con la National Security Strategy pubblicata a cavallo tra novembre e dicembre pone il cosiddetto “emisfero occidentale” in cima alla scala delle priorità degli Stati Uniti.
https://www.youtube.com/embed/WavTKzMi_ ... ure=oembed
Gianandrea Gaiani
I leader europei umiliati anche da Zelensky 10 Giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023). SOSTEGNO
I leader europei umiliati anche da Zelensky 11 I MIEI LIBRI
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«E sapete una cosa? Sta avendo anche un certo successo. È la verità. È Putin che cerca di decidere come utilizzare i beni russi congelati – non chi avrebbe il potere di punirlo per questa guerra. Fortunatamente l’Unione europea ha deciso di congelare quegli asset a tempo indeterminato – e gliene sono grato: grazie Ursula, grazie António, grazie a tutti i leader che lo hanno reso possibile». «Ma quando è arrivato il momento di usare quei fondi per difendersi dall’aggressione russa, la decisione è stata bloccata. Putin è riuscito a fermare l’Europa». Come si legge su «Analisi Difesa», «con la faccia di bronzo che ha in più occasioni ostentato, il “grande venditore di Kiev” continua a battere cassa ma lo fa in modo sgradevole, con nazioni che hanno accolto e mantengono milioni di rifugiati ucraini e tengono in vita milioni di ucraini rimasti in patria oltre a sostenere le forze armate di Kiev in una guerra che non possono vincere». L’Unione Europea «non poteva sequestrare i beni russi perché farlo è illegale, Mosca avrebbe fatto cause miliardarie a banche e nazioni e nessuno avrebbe più investito in Europa». «Gli europei hanno però deciso di indebitarsi per 90 miliardi di euro per sostenere l’Ucraina oltre ai 100 miliardi di dollari di armi americane che gli alleati della NATO si sono impegnati a comperare per armare gli ucraini». «Che il sostegno incondizionato a Kiev dopo 4 anni di guerra rappresenti una politica disastrosa per gli europei, che continuano a scavarsi la fossa con le loro mani, è una opinione ampiamente sostenuta da chi scrive questo articolo, ma ciò detto delle lezioni di grande finanza del professor Zelensky ne facciamo volentieri a meno. Anche alla luce delle gigantesche dimensioni della corruzione in Ucraina». Parallelamente, il Pentagono ha emanato la National Defense Strategy, che coerentemente con le anticipazioni fornite da «Politico» e dal «Washington Post» lo scorso settembre e con la National Security Strategy pubblicata a cavallo tra novembre e dicembre pone il cosiddetto “emisfero occidentale” in cima alla scala delle priorità degli Stati Uniti. https://www.youtube.com/embed/WavTKzMi_ ... ure=oembed
Gianandrea Gaiani
I leader europei umiliati anche da Zelensky 10 Giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023). SOSTEGNO
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