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[Giacomo Gabellini] Karaganov: Gran Bretagna e Germania sono nel mirino di Mosca

Inviato: 20 gen 2026, 17:00
da RSS Feed Bot
In una recente intervista rilasciata a Tucker Carlson, il politologo russo Sergej Karaganov ha dichiarato che  «uno dei compiti della Russia, tra gli altri, è quello di riportare l’Europa alla ragione». ImmagineKaraganov: Gran Bretagna e Germania sono nel mirino di Mosca 4 Karaganov spera «che ciò possa essere fatto senza l’uso di armi nucleari, ma solo attraverso la minaccia del loro utilizzo». L’avvertimento di Karaganov Ma se gli europei, continua Karaganov, «continueranno a sostenere la guerra, sacrificando milioni di ucraini, la pazienza e la tolleranza della Russia si esauriranno e dovremo punirli duramente, auspicabilmente in modo limitato». Gli affondi di Karaganov sono andati a sovrapporsi al costante deterioramento dei rapporti transatlantici. Non appena il presidente Trump ha minacciato di imporre nuovi dazi agli otto Paesi europei (Germania, Francia, Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Norvegia e Gran Bretagna) che avevano inviato in Groenlandia un contingente composto da un centinaio di solati, la Germania ha immediatamente annunciato il rientro dei suoi 15 militari in quanto la missione di ricognizione era stata conclusa con successo. Lo schieramento della forza congiunta europea in Groenlandia era stato decretato in risposta alle rinnovate mire annessioniste statunitensi verso l’isola, reputata cruciale per questioni di sicurezza nazionale alla luce del frenetico attivismo nella zona dell’Artico attribuito a Cina e Russia. Il 19 gennaio, un relativamente nutrito contingente danese accompagnato dal generale Peter Boysen è atterrato presso la base groenlandese Kangerlussuaq. Da Davos, dove in questi giorni va in scena il World Economic Forum, la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha dichiarato che «le tariffe aggiuntive proposte dagli Stati Uniti sono un errore, soprattutto tra alleati di lunga data».  Tuttavia, «questi shock possono e devono rappresentare un’opportunità. Il cambiamento sismico che stiamo attraversando è un’occasione, anzi una necessità, per costruire una nuova forma di indipendenza europea. Questa esigenza non è nuova, né una reazione agli eventi recenti: è un imperativo strutturale da molto tempo», ha aggiunto la Von der Leyen.  «Consideriamo il popolo statunitense non solo un alleato, ma un amico», ha spiegato la presidente della Commissione Europea, secondo cui «trascinarci in una pericolosa spirale discendente finirebbe solo per aiutare gli stessi avversari che entrambi siamo impegnati a tenere fuori dal nostro orizzonte strategico». Il ministro degli Esteri finlandese Elina Voltonen, invece, ha affermato che «dipende fondamentalmente dal popolo americano da che parte stare: dalla parte di chi vuole garantire libertà al mondo e prosperità al proprio popolo o se unirsi al campo dei predatori. Russia, Cina e molti Paesi autocratici non cercano amici né si comportano per il loro tornaconto a breve termine, e non sono certa che questo sia il futuro in cui l’America vuole trovarsi». Parallelamente, il presidente Trump ha pubblicato un post sul suo profilo X in cui si legge che: «sorprendentemente, il nostro “brillante” alleato della Nato, il Regno Unito, sta attualmente pianificando di cedere l’isola di Diego Garcia, in cui sorge una vitale base militare statunitense, alle Mauritius, e di farlo senza alcun motivo». «Non c’è dubbio che Cina e Russia abbiano notato questo atto di totale debolezza. Queste sono potenze internazionali che riconoscono solo la forza, ed è per questo che gli Stati Uniti d’America, sotto la mia guida, sono ora, dopo solo un anno, rispettati come mai prima». «Il Regno Unito che cede terre estremamente importanti commette un atto di grande stupidità, ed è un altro di una lunga serie di motivi per la sicurezza nazionale per cui la Groenlandia deve essere acquisita. La Danimarca e i suoi alleati europei devono fare la cosa giusta».
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Gianandrea Gaiani ImmagineKaraganov: Gran Bretagna e Germania sono nel mirino di Mosca 5 Giornalista, saggista e direttore della rivista «Analisi Difesa». Dal 1988 si occupa di analisi storico-strategiche, studio dei conflitti e reportage dai teatri di guerra. Dal 1991 al 2014 ha seguito sul campo i conflitti nei Balcani, Somalia, Iraq, Afghanistan, Sahara Occidentale, Mozambico e Sahel. È autore di numerosi volumi, tra cui Immigrazione. La grande farsa umanitaria (Aracne Editrice, 2017) e L’ultima guerra contro l’Europa. Come e perché tra Russia, Ucraina e Nato le vittime designate siamo noi (Il Cerchio, 2023). SOSTEGNO ImmagineKaraganov: Gran Bretagna e Germania sono nel mirino di Mosca 6 I MIEI LIBRI
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