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[Giacomo Gabellini] I neoconservatori hanno preso il sopravvento?

Inviato: 18 gen 2026, 17:10
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Dopo il rapimento del presidente venezuelano Maduro, l’attenzione del governo degli Stati Uniti si è spostata sul Medio Oriente, nel tripudio dei neoconservatori. Il 13 gennaio, quando i disordini in Iran tra forze dell’ordine e contestatori avevano raggiunto il culmine, il presidente Trump, aizzato dai neoconservatori, si è rivolto ai “patrioti iraniani”, esortandoli a «continuare a protestare. Occupate le vostre istituzioni, se possibile, e ricordate i nomi degli assassini e dei violentatori, perché pagheranno un prezzo molto alto. Tutto quello che posso dir loro è: l’aiuto è in arrivo». Una posizione sostanzialmente analoga era stata assunta da Ciro Reza Pahlevi, figlio del defunto Shah rovesciato nel 1979 dalla Rivoluzione Islamica, che aveva più volte sobillato gli iraniani a sollevarsi contro il potere costituito. Alla giornalista Norah O’Donnell della «Cbs News» che gli chiedeva se non ritenesse irresponsabile formulare appelli alla rivolta contro il regime islamico mandando molti civili iraniani incontro a morte certa, Ciro Reza Pahlevi ha risposto testualmente che: «è una guerra e in guerra ci sono vittime». Il ruolo dei neoconservatori Come scrive «InsideOver», il presidente Trump «deve fare i conti con l’influenza, sempre più marcata, del senatore Lindsey Graham, uno dei neoconservatori più noti che in questi giorni ha più volte invocato l’intervento statunitense nella Repubblica Islamica». ImmagineI neoconservatori hanno preso il sopravvento? 4 La posizione di Graham, la cui posizione in seno ai neoconservatori è paragonabile a quella di Victoria Nuland e Robert Kagan, è particolarmente rilevante, perché «quest’ultimo è, da tempo, uno dei maggiori consulenti del presidente Usa in tema di politica estera. Lindsey Graham è vicinissimo al presidente Trump: è lui a giocare a golf con il presidente, e sembra essere il principale sostenitore del Segretario di Stato neoconservatore Marco Rubio». La politica estera americana «appare oggi molto più allineata alla visione di Rubio e Graham che a quella di Rand Paul o persino alla posizione di Trump di pochi anni fa. E ora che i neocon hanno preso quota, ogni azione – anche la più aggressiva – è sul tavolo del presidente Usa». «Il presidente Trump non è Obama. Libertà adesso, libertà per sempre per il popolo iraniano che ha sofferto a lungo. Credo che l’incubo della vostra nazione stia per finire. Rendiamo l’Iran di nuovo grande» ha scritto su X nelle scorse ore il senatore senior dello stato della South Carolina ed esponente del partito repubblicano. Parallelamente, lo stesso Trump ha rilanciato le mire annessioniste nei confronti della Groenlandia, anche a costo di mettere a repentaglio la sopravvivenza della Nato. Nel corso di un’intervista rilasciata al «New York Times», Trump ha rifiutato di svelare «quale sia la mia priorità assoluta tra ottenere la Groenlandia e preservare l’unità della Nato». Ha comunque chiarito che «potrebbe essere una scelta, perché la Russia non è affatto preoccupata della Nato senza di noi. Stesso discorso vale per la Cina». Il magnate newyorkese ha quindi dichiarato che, «purtroppo, l’Europa sta diventando un posto molto diverso, e devono davvero darsi una regolata. Sono io che li ho convinti a spendere di più per la Nato […]. Sono stato molto leale all’Europa. Ho fatto un buon lavoro. Se non fosse stato per me, la Russia avrebbe tutta l’Ucraina in questo momento». Interpellato in merito ai limiti ai suoi poteri globali, Trump ha indicato che «una cosa c’è: la mia morale. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi». Parallelamente, Trump ha annunciato l’intenzione di incrementare il bilancio della Difesa a 1,5 trilioni di dollari e firmato l’ordine esecutivo 14199. Il provvedimento dispone «il ritiro degli Stati Uniti da 66 organizzazioni internazionali identificate come superflue, inefficaci e dannose» per gli interessi statunitensi, e afferma che «non è più accettabile inviare a queste istituzioni il sangue, il sudore e i risparmi del popolo americano, con poco o nulla da ricevere in cambio. I giorni in cui miliardi di dollari di denaro dei contribuenti fluivano verso interessi stranieri a spese del nostro popolo sono finiti».
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Roberto Buffagni ImmagineI neoconservatori hanno preso il sopravvento? 5 Scrittore, autore di testi teatrali, studioso di questioni geostrategiche e collaboratore del sito «L’Italia e il Mondo». Ha curato il volume La supercazzola. Istruzioni per l’Ugo (Mondadori, 2006) e tradotto il saggio di Peter Bogdanovich Chi diavolo ha fatto quel film? Conversazioni con registi leggendari (La Nave di Teseo, 2024). SOSTEGNO ImmagineI neoconservatori hanno preso il sopravvento? 6 I MIEI LIBRI
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