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[Giacomo Gabellini] Perché la Groenlandia è fondamentale per Trump

Inviato: 18 gen 2026, 10:48
da RSS Feed Bot
Le rivendicazioni avanzate dal presidente Trump circa la Groenlandia mettono seriamente in discussione la sopravvivenza della Nato, come sottolineato dal primo ministro danese Mette Fredriksen e dal commissario europeo alla Difesa e allo Spazio Andrius Kubilius, secondo cui «un attacco contro la Groenlandia sarebbe la fine della Nato». Il primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen ha inoltre chiarito nei giorni scorsi che «se la Groenlandia deve scegliere tra gli Stati Uniti e la Danimarca, qui e ora, sceglie la Danimarca. Sceglie la Nato. Sceglie il Regno di Danimarca. Sceglie l’Unione Europea». Nel corso di un’intervista rilasciata al «New York Times», Trump ha apertamente sfidato Frederiksen e Nielsen, rifiutandosi di svelare «quale sia la mia priorità assoluta tra ottenere la Groenlandia e preservare l’unità della Nato». La Groenlandia vale più della Nato? Ha comunque chiarito che «potrebbe essere una scelta, perché la Russia non è affatto preoccupata della Nato senza di noi. Anche la Cina non è affatto preoccupata della Nato senza la nostra partecipazione». Il magnate newyorkese ha quindi dichiarato che, «purtroppo, l’Europa sta diventando un posto molto diverso, e devono davvero darsi una regolata. Voglio che si diano una regolata. Sono io che li ho convinti a spendere di più per la Nato […]. Sono stato molto leale all’Europa. Ho fatto un buon lavoro. Se non fosse stato per me, la Russia avrebbe tutta l’Ucraina in questo momento». ImmaginePerché la Groenlandia è fondamentale per Trump 4 Interpellato in merito ai limiti ai suoi poteri globali, Trump ha indicato che «una cosa c’è: la mia morale. La mia mente. È l’unica cosa che può fermarmi». Dal canto suo, l’inviato speciale degli Stati Uniti in Groenlandia e governatore della Louisiana Jeff Landry ha rafforzato il messaggio, pubblicando un post sul suo profilo X in cui si afferma che la Danimarca avrebbe «occupato» l’isola dopo la Seconda Guerra Mondiale, riprendendone il controllo «in violazione dei protocolli delle Nazioni Unite. La storia è importante». Nonostante sia stato definito «franco e costruttivo», il recente vertice a Washington tra la delegazione di alto livello statunitense e quelle danese e groenlandese non è riuscito ad avvicinare le posizioni. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha fornito una indiretta legittimazione alle ambizioni statunitensi riguardo la Groenlandia, dichiarando che, con l’apertura delle rotte marittime artiche, è probabile che Russia e Cina espandano la loro presenza nella regione. Questo maggiore accesso creerebbe secondo Rutte nuovi rischi strategici e competizione tra le grandi potenze. Il crescente coinvolgimento della Cina, ha rilevato il segretario generale della Nato, è diventato così esteso da rendere de facto la Cina un attore artico a pieno titolo. Germania, Francia, Norvegia e Svezia, invece, hanno concordato dietro sollecitazione danese l’invio di truppe nell’isola per placare questo genere di timori e convincere Trump, che aveva parlato della Groenlandia come di un’isola «circondata da navi cinesi e russe», a non procedere con l’annessione. «Mosca e Pechino lavorano insieme, la minaccia cresce e dobbiamo rafforzare le attività in zona», ha dichiarato il comandante supremo delle forze alleate, il generale Alexus Grynkewich. In Ucraina, intanto, le forze armate russe hanno sferrato uno dei più imponenti attacchi missilistici mai lanciati dall’inizio del conflitto, comprensivo anche del micidiale vettore ipersonico Oreshnik. Quanto all’Iran, la pressione statunitense continua a salire, senza sconfinare in un attacco in pieno stile. Almeno per ora.
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Alessandro Ricci ImmaginePerché la Groenlandia è fondamentale per Trump 5 Professore associato di Geografia politica all’Università di Bergamo, saggista e segretario generale del centro studi «Geopolitica.info». Ha svolto attività di ricerca all’Università di Amsterdam e di Trento ed è stato visiting professor all’Università di Lisbona. È autore di numerosi volumi, tra cui Il principe ovvero alle origini della geografia politica (Società Geografica Italiana, 2015), La geografia dell’incertezza. Crisi di un modello e della sua rappresentazione in età moderna (Exòrma, 2018), Spazi di eccezione: Riflessioni geografiche su virus e libertà (Castelvecchi, 2021). SOSTEGNO ImmaginePerché la Groenlandia è fondamentale per Trump 6 I MIEI LIBRI
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